16. «O Bruma, Sorella…»

Era ormai sera.
Ed egli aveva raggiunto le colline. I suoi passi l’avevano condotto fra la bruma, e se ne stette ritto fra le rocce ed i bianchi cipressi, nascosto a tutte le cose, e parlò così:

«O Bruma, mia sorella, bianco soffio non ancora rinchiuso in uno stampo,
Ritorno a te, come un soffio bianco e senza voce,
Come una parola non ancora pronunciata.

O Bruma, mia sorella alata, ora siamo uniti,
Ed insieme resteremo sino al secondo giorno della vita,
La cui alba poserà te come una goccia di rugiada, in un giardino,
E me come un bimbo sul seno di una donna,
E uniti ricorderemo.

O Bruma, mia sorella, sono tornato, come un cuore che ascolta il suo profondo,
Come il tuo cuore,
Un desiderio palpitante e vano come il tuo desiderio,
Un pensiero non ancora raccolto come il tuo pensiero.

O Bruma, mia sorella, figlia primogenita di mia madre,
Le mie mani conservano ancora i verdi semi che mi ordinasti di spargere,
E le mie labbra sono ancora sigillate sul canto che mi ordinasti di cantare;
Ed io non ti porto frutti e non ti porto echi
Poiché le mie mani erano cieche e le mie labbra sterili.

O Bruma, mia sorella, molto ho amato il mondo e molto il mondo ha amato me,
Poiché tutti i miei sorrisi erano sulle sue labbra e tutte le lacrime erano nei miei occhi.
Ma v’era tra di noi un abisso di silenzio che lui non voleva varcare
Ed io non potevo oltrepassare.

O Bruma, mia sorella, mia immortale sorella bruma,
Cantai i canti antichi ai miei bambini,
Ed essi ascoltarono e nei loro volti v’era stupore;
Ma domani forse dimenticheranno il canto
E non so a chi il vento consegnerà il canto.
E sebbene non fosse mio, tuttavia giunse al mio cuore
E dimorò per un istante sulle mie labbra.

O Bruma, mia sorella, benché tutto ciò sia trascorso ormai,
Sono sereno.
E’ stato sufficiente cantare a coloro che eran già nati.
E benché il canto non sia per niente mio,
Tuttavia è il desiderio più profondo del mio cuore.

O Bruma, mia sorella, mia sorella bruma,
Ora sono un tutt’uno con te.
Non sono più me stesso.
Le mura sono crollate,
E le catene si sono spezzate;
Mi levo a te, mia bruma,
Ed insieme galleggeremo sul mare sino al secondo giorno della vita,
Quando l’alba poserà te come una goccia di rugiada in un giardino,
E me come un bimbo sul seno di una donna».