20. Del Discorrere

Allora uno studioso disse: Parlaci della Parola.
Ed egli rispose:
Voi parlate quando cessate di essere in pace con i vostri pensieri;
E quando non potete più abitare nella solitudine del vostro cuore vivete sulle vostre labbra, ed il suono diventa per voi distrazione e passatempo.
Ed in molte delle vostre parole il pensiero è quasi ucciso.
Infatti il pensiero è un uccello leggero che in una gabbia di parole può spiegare le ali, ma non può volare.

Vi sono alcuni fra voi che cercano colui che parla volentieri per timore di rimaner soli.
Il silenzio dello star soli mostra loro il loro essere nudo, cui vorrebbero sfuggire.
E vi sono alcuni che parlano a vanvera e mostrano una verità che loro stessi ignorano.
E vi sono altri che posseggono la verità, ma non la esternano a parole.
Nel petto di costoro lo spirito dimora in un melodioso silenzio.
Quando incontrate l’amico sulla piazza del mercato e per strada, lasciate che lo spirito che è in voi muova le vostre labbra e guidi la vostra lingua.
Lasciate la voce della vostra voce parlare all’orecchio del suo orecchio;
Infatti la sua anima conserverà la verità del vostro cuore, come si ricorda il sapore del vino, quando se n’è dimenticato il colore e la bottiglia è stata gettata.