22. Il Bene e il Male

Ed uno degli anziani della città disse: Parlaci del Bene e del Male.
Ed egli rispose:
Del bene che è in voi posso parlare, ma non del male.
Infatti che cosa è il male se non il bene torturato dalla fame e dalla sete?
In verità il buono quando ha fame cerca il cibo anche negli angoli più bui e quando ha sete beve anche acque stagnanti.

Siete buoni quando siete in armonia con voi stessi.
Tuttavia quando non siete in armonia con voi stessi non siete cattivi.
Infatti una casa divisa non è un covo di ladri, è semplicemente una casa divisa.
Ed una nave senza timone può vagare alla cieca per lidi pericolosi senza però affondare.
Siete buoni quando vi sforzate di donare voi stessi.
Tuttavia non siete cattivi quando cercate di guadagnare per voi stessi.
Infatti quando lottate per guadagnare, non siete altro che una radice che penetra nel terreno per succhiarvi il seno.
Certamente il frutto non può dire alla radice: «Sii come me, maturo e pieno e sempre generoso della tua abbondanza».
Infatti per il frutto donare è una necessità, come per la radice il ricevere.

Siete buoni quando siete totalmente consci di ciò che dite.
Tuttavia non siete cattivi nemmeno quando nel sogno la vostra lingua vaneggia.
Ed anche un discorso confuso può rafforzare una lingua debole.

Siete buoni quando andate verso la vostra meta decisi e con passo sicuro.
Tuttavia non siete cattivi quando la raggiungete zoppicando.
Anche gli zoppi vanno avanti.
Ma voi che siete forti e veloci, guardatevi bene dallo zoppicare davanti allo zoppo pensando di fargli una gentilezza.

Siete buoni in modi infiniti e non siete cattivi se non siete buoni,
Siete solo pigri ed indolenti.
Peccato che i cervi non possano insegnare a correre alle tartarughe.

Nel desiderio del gigante che è in voi risiede la vostra bontà: e quel desiderio è in tutti voi.
Ma in alcuni di voi quel desiderio è un torrente che irrompe nel mare, portando con sé i segreti delle colline e i canti della foresta.
Ed in altri di voi è un tranquillo ruscello che si perde nei meandri, erra ed indugia prima di arrivare alla foce.
Ma fate che chi desidera troppo non si rivolga a chi desidera poco dicendo: «Perché t’attardi ed indugi?»
Infatti il vero buono non chiede a chi è nudo: «Dove hai messo il tuo vestito?», ed a chi è senza casa: «Che fine ha fatto la tua dimora?».