27. Della morte

Allora Almitra disse: Ora vorremmo chiederti della Morte.
Ed egli disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
Ma come potrete trovarlo se non lo cercate nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi amici della notte sono ciechi durante il giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se volete proprio guardare in faccia allo spirito della morte, spalancate il cuore al corpo della vita.
Infatti la vita e la morte sono una cosa sola, come una cosa sola sono il fiume ed il mare.

Nel profondo delle vostre speranze e dei vostri desideri giace la vostra tacita conoscenza dell’aldilà;
E come semi che sognano sotto la neve, così il vostro cuore sogna la primavera.
Fidatevi dei sogni perché in loro si nasconde la porta dell’eternità.
La vostra paura della morte non è altro che il tremito che coglie il pastore di fronte al re quando questi posa su di lui la mano in segno di onore.
Non è forse felice il pastore, anche se tremante, di portare su di sé l’impronta regale?
Tuttavia non si preoccupa forse maggiormente del proprio tremore?

Infatti che cos’è morire se non restare nudi in balia del vento e sciogliersi al sole?
E che cos’è smettere di respirare se non liberare il respiro dalla schiavitù dell’incessante fluire, affinché possa levarsi e librarsi in cielo a cercare Dio in tutta libertà?

Solo quando berrete dal fiume del silenzio potrete cantare.
E quando avrete raggiunto la cima della montagna potrete iniziare ad arrampicarvi.
E quando la terra esigerà le vostre membra potrete danzare veramente.