3. Il «Giardino di sua Madre e di suo Padre»

Ed Almustafa giunse a casa e ritrovò il Giardino di sua madre e di suo padre, entrò e chiuse il cancello affinché nessuno potesse seguirlo.
E per quaranta giorni e per quaranta notti stette da solo in quella casa ed in quel Giardino, nessuno osò spingersi sino al cancello, poiché questo era chiuso e tutti sapevano che desiderava starsene da solo.
Finiti i quaranta giorni e le quaranta notti, Almustafa aprì il cancello perché potessero entrare.
Ed arrivarono nove uomini che si trattennero con lui nel Giardino; tre erano marinai della sua nave; tre avevano servito al tempio; e tre erano stati suoi compagni di giochi nell’infanzia. E costoro divennero i suoi discepoli.
Ed un mattino i suoi discepoli si sedettero attorno a lui, e nei suoi occhi v’eran lontananza e ricordi. Il discepolo di nome Hafiz gli disse: «Maestro, parlaci della città di Orphalese e di quella terra ove hai trascorso questi ultimi dodici anni».
Ed Almustafa tacque, volse lo sguardo alle colline ed all’immensità dell’etere, mentre nel suo silenzio si svolgeva una lotta.
Poi disse: «Amici e compagni di viaggio, abbiate pietà per la nazione che è colma di credi e vuota di religione.
«Abbiate pietà per la nazione che indossa un abito che non ha tessuto, che mangia un pane che non ha mietuto, che beve vino che non è sgorgato dal suo torchio».
«Abbiate pietà per la nazione che esalta come un eroe il prepotente, che giudica generoso il conquistatore vittorioso».
«Abbiate pietà per la nazione che disprezza la passione nel sogno e poi al risveglio vi si sottomette».
«Abbiate pietà per la nazione che non alza la voce se non di fronte ad un funerale, che si gloria solo tra le rovine e si rivolterà solo quando la sua testa sarà ormai posta tra l’incudine ed il martello».
«Abbiate pietà per la nazione il cui governante è una volpe, il cui filosofo è un imbroglione, e la cui arte è l’arte del rattoppo e della parodia».
«Abbiate pietà per la nazione che dà il benvenuto al nuovo sovrano con squilli di tromba e lo depone con fischi, solo per accoglierne un altro con squilli di tromba».
«Abbiate pietà per la nazione i cui saggi sono resi muti dagli anni ed i cui uomini forti sono ancora nella culla».
«Abbiate pietà per la nazione divisa in tante parti ognuna delle quali si reputa una nazione».