5. I Doni

Allora un ricco disse: Parlaci del Dare.
Ed egli rispose:
Date poco quando date dei vostri beni.
E’ quando donate voi stessi che date veramente.
Poiché cosa sono i vostri beni se non degli oggetti che tenete ben stretti nel timore di averne bisogno in un domani?
E domani, che cosa porterà il domani al cane troppo prudente che sotterra gli ossi nella sabbia uniforme, mentre segue i pellegrini diretti alla città santa?
E che cosa è la paura del bisogno, se non il bisogno stesso?
Forse che non è il terrore della sete, quando pieno è il pozzo, nient’altro che sete insaziabile?
Vi sono persone che donano un poco di quanto posseggono, e donano solo per avere riconoscenza sì che questo desiderio nascosto contamina le loro offerte.
E vi sono pure persone che donano tutto quel poco che posseggono.
Costoro hanno fede nella vita e nella generosità della vita, e mai vuota è la loro scarsella.
Vi sono persone che danno con gioia ed in quella gioia sta la loro ricompensa.
Vi sono persone che danno con rimpianto ed in quel rimpianto sta la loro pena.
E infine vi sono persone che danno e nel dare non provano gioia, non hanno rimpianto e non cercano merito alcuno;
Essi danno, come il mirto laggiù nella valle profonda il suo profumo nell’aria.
Dio parla per mezzo delle loro mani e sorride alla terra per mezzo dei loro occhi.
E’ buona cosa dare quando ci viene chiesto, ma è ancor meglio capire e dare quando nulla ci è chiesto;
E per il generoso l’andare alla ricerca di chi ha bisogno è una gioia ancor più grande del dare.
Che cosa vorreste tenere per voi?
Tutto ciò che oggi è vostro un giorno sarà di altri;
Quindi date oggi, così che il momento del dare sia vostro e non dei vostri eredi.
Spesso dite: «Vorrei dare, ma solo a chi lo meriti».
Così non ragionano gli alberi del vostro giardino e nemmeno le pecore del vostro gregge.
Danno per vivere, perché serbare significa morire.
In verità chiunque è degno di godere dei giorni e delle notti, è pure degno di qualsiasi cosa da parte vostra.
E chiunque è stato ritenuto degno di bere all’oceano della vita, merita pure di riempire il suo calice al vostro piccolo ruscello.
E che v’è di più grande rispetto alla fiducia, al coraggio anzi alla carità del ricevere?
E chi pensate voi di essere perché gli uomini vi mostrino il loro cuore e vi svelino il loro orgoglio, affinché voi possiate constatarne il puro valore e la mera imperturbabilità?
Prima di tutto cercate voi di essere degni di donare e di saper donare.
Poiché in verità è la vita che dà alla vita, e voi, che vi ritenete donatori, non siete altro che uno strumento.
E voi che ricevete, e tutti voi ricevete, non addossatevi il fardello della gratitudine al fine di non porre un giogo a voi stessi ed a chi vi ha beneficato.
Piuttosto volate via con il donatore e vi siano ali i suoi doni.
Infatti il preoccuparsi troppo di un debito è come mettere in dubbio la generosità, che ha come madre la terra feconda e come padre Dio.