5. Karima e il Profeta

Ed una mattina mentre camminavano nel Giardino, comparve al cancello una donna, era Karima, colei che Almustafa aveva amato come una sorella nella sua infanzia. La donna rimase fuori, senza chiedere nulla, senza spingere il cancello, fissando il Giardino con brama e tristezza.
Ed Almustafa vide il desiderio nei suoi occhi ed a passo veloce andò al muro ed al cancello e le aprì, lei entrò e ricevette il benvenuto.
Lei parlò e disse: «Perché ti sei isolato così che siamo privati della luce della tua presenza? Sappi che in tutti questi anni non abbiamo smesso di amarti ed abbiamo atteso ardentemente che tu tornassi sano e salvo. Ed ora la gente ti chiama e vorrebbe parlarti. Sono il loro messaggero venuto ad implorare la tua presenza per trasmettere loro la tua saggezza, per confortare il cuore infranto ed istruire la nostra follia».
La guardò e disse: «Non chiamarmi saggio se così non chiami tutti gli uomini. Sono un giovane frutto, ancora appeso al ramo, e solo ieri ero ancora un fiore».
«E non dare del folle a nessuno di voi, poiché in realtà nessuno di noi è savio o folle. Siamo verdi foglie sull’albero della vita e la vita stessa è al di là della saggezza e certamente al di là della follia».
«E perché dici che mi sono isolato da voi? Non sai che non esiste distanza se non quella che l’anima non riesce a colmare con la fantasia? E quando l’anima colmerà quella distanza diventerà una melodia dell’anima».
«Lo spazio che sta tra voi ed il vostro vicino col quale non siete in buoni rapporti è certamente maggiore di quello che sta tra voi ed il vostro amato che si trova sette terre e sette mari lontano».
«Poiché nel ricordo non esistono distanze; solo nell’oblio v’è un abisso che né la vostra voce né il vostro sguardo possono eliminare».
«Tra le rive dell’oceano e la cima della montagna più alta si snoda una strada segreta che per forza dovete percorrere prima di potere diventare una cosa sola con i figli della terra».
«E tra la vostra conoscenza e la vostra comprensione v’è un sentiero segreto che dovete per forza scoprire prima di potere diventare una cosa sola con l’uomo, quindi una cosa sola con voi stessi».
«Tra la vostra mano destra che offre e la sinistra che riceve intercorre una grande distanza. Solo pensandole entrambe l’una che offre e l’altra che riceve potrete annullare il concetto di spazio, poiché solo sapendo che non avete nulla da offrire e nulla da ricevere potrete eliminare la distanza.
«In verità la distanza maggiore è quella che separa il sogno dalla realtà quotidiana; e quella tra ciò che è solo un’azione e ciò che è solo un desiderio».
«E v’è un’altra strada che dovete percorrere prima di potere diventare una cosa sola con la Vita. Ma visto che siete già stanchi per il lungo andare non ve ne parlerò ora».