9. «Gli Zoccoli delle Ore»

Ed una sera una grande tempesta si abbatté sull’isola ed Almustafa ed i suoi nove discepoli rincasarono e sedettero attorno al fuoco tranquilli e silenziosi.
Allora uno dei discepoli disse: «Sono solo, maestro, e gli zoccoli delle ore battono con forza sul mio petto».
E Almustafa si alzò in mezzo a loro e con voce simile al vento, disse: «Solo! E con questo? Solo sei venuto e solo svanirai nella nebbia».
«Quindi consuma il contenuto del tuo calice da solo ed in silenzio. I giorni dell’autunno hanno consegnato ad altre labbra altri calici riempiti di vino dolce ed amaro, e così è stato per il tuo calice».
«Consuma il contenuto del tuo calice da solo anche se ha il sapore del tuo sangue e delle tue lacrime e loda la Vita perché t’ha dato il modo di conoscere la sete. Infatti senza sete il tuo cuore è come la sponda di un mare desolato, privo di canto e di maree».
«Consuma il contenuto del tuo calice da solo e brinda.
«Levalo alto sulla tua testa e bevi alla salute di quelli che bevono da soli».
«Una volta cercai la compagnia degli uomini e con loro bevvi alla loro mensa; ma il loro vino né salì alla mia testa, né scese al mio cuore. Giunse solo ai miei piedi. La saggezza non fu inumidita ed il mio cuore restò ben chiuso e sigillato. Solo i miei piedi erano con loro nella nebbia».
«Non cercai mai più la compagnia degli uomini, né bevvi più alle loro mense».
«Quindi ti dico; benché gli zoccoli delle ore battano con forza sul tuo petto: Con questo? E’ bene per te bere da solo il calice del dolore, come pure il calice della gioia».