David, uno dei suoi seguaci

Non conobbi il significato dei suoi discorsi e delle sue parabole fino a quando lui non fu più in mezzo a noi. Anzi, non lo compresi finché le sue parole non assunsero forma vivente davanti ai miei occhi e si plasmarono in corpi che in processione sfilano lungo il mio giorno.
Lasciate che vi racconti questo: una sera sedevo nella mia casa a meditare, e ripercorrevo con la mente le sue parole e le sue opere per farne materia di un libro, quando entrarono in casa tre ladri. E sebbene io sapessi che venivano a derubarmi dei miei beni, ero troppo assorto per affrontarli con la spada o anche solo per dire: «Che fate qui?».
Continuai a scrivere i miei ricordi del Maestro.
E quando i ladri se ne furono andati, mi tornarono alla mente le sue parole: «A chi vuol prenderti un mantello, lascia anche l’altro».
E compresi.
Mentre meditavo le sue parole, nessuno avrebbe potuto distogliermi, neppure se si fosse impadronito di tutti i miei averi.
Certo io difendo i miei beni e la mia persona: ma so dove è custodito il tesoro più grande.