Efraim di Gerico

Quando tornò a Gerico, andai da lui e gli dissi: «Maestro, domani si sposa mio figlio. Ti prego di venire alla festa di nozze e di onorarci come onorasti le nozze di Cana in Galilea».
E lui rispose: «Una volta, è vero, fui ospite a una festa di nozze, ma non lo sarò un’altra volta. Ormai sono io lo sposo».
E io dissi: «Ti supplico, maestro, vieni alla festa di nozze di mio figlio».
E lui sorrise, come in rimprovero, e disse: «Perché m’implori? Non hai vino a sufficienza?».
E io dissi: «Le mie brocche sono piene, Maestro; e tuttavia ti supplico, vieni alla festa di nozze di mio figlio».
Allora lui disse: «Chi può saperlo? Verrò, di certo verrò, se il tuo cuore è un altare nel tuo tempio».
L’indomani furono celebrate le nozze di mio figlio, ma non venne Gesù. E sebbene avessimo molti invitati, mi sentivo come se non fosse venuto nessuno.
Per la verità anch’io, pur avendo accolto gli ospiti, non mi trovavo in quel luogo.
Forse non era un altare, il mio cuore, mentre gli rivolgevo l’invito. Forse, quel che desideravo era un altro miracolo.