Filemone, farmacista greco

Il Nazareno era per la sua gente un maestro dell’arte medica. Nessuno aveva una conoscenza altrettanto vasta del nostro corpo, dei suoi elementi, delle sue proprietà.
Guariva malattie sconosciute ai greci e agli egizi. Si diceva perfino che richiamasse in vita i morti. Che questo risponda o meno a verità, testimonia comunque il suo potere; perché solo a colui che ha compiuto grandi cose vengono attribuite cose grandi.
Si dice anche che Gesù avesse visitato l’India e la Terra tra i Due Fiumi: là i sacerdoti gli avrebbero svelato la scienza di tutto quanto si cela nei recessi della nostra carne.
Ma forse quella scienza gli è stata direttamente ispirata dagli dèi, senza il tramite dei sacerdoti. Poiché quanto è rimasto velato all’umanità intera per lunghi secoli può essere dischiuso a un singolo uomo nello spazio di un istante. E Apollo ha facoltà d’imporre la mano sul cuore della tenebra per illuminarla.
Molte porte furono aperte a uomini che venivano da Tiro e da Tebe, e anche per quest’uomo si spezzarono molti sigilli. Lui penetrò nel tempio dell’anima che è il corpo, e scrutò gli spiriti malefici che cospirano contro le nostre fibre e gli spiriti buoni che ne tessono i fili.
Ritengo che guarisse gli infermi grazie a un potere di contrasto e resistenza, ma in una maniera sconosciuta ai nostri filosofi. Incantava la febbre toccandola con mani di neve, e quella arretrava; e con la quiete del suo spirito sorprendeva le membra rattrappite e quelle si arrendevano e si pacificavano.
Sapeva riconoscere il rifluire della linfa dietro le rugosità della corteccia, ma come giungessero alla linfa le sue dita, non so dire. Presentiva l’acciaio sonoro dietro la ruggine, ma come ne liberasse la spada per farla splendere, nessuno può dirlo.
A volte penso che sapesse udire la pena mormorare in tutte le cose che crescono al sole, e le aiutasse a librarsi, non soltanto in virtù della sua scienza, ma anche svelando loro la facoltà che possedevano di rialzarsi da sole e guarire.
Tuttavia non teneva se stesso in alcun conto come medico. Preferiva occuparsi di religione e politica. E di questo mi rammarico, perché più di ogni altra cosa è per noi importante essere sani nel corpo.
Questi siriani! Quando li visita l’infermità, piuttosto che alla medicina ricorrono ai sofismi.
È un vero peccato che il più grande dei loro medici preferisse esercitare l’oratoria nella piazza del mercato.