Giuda, cugino di Gesù

Una notte, nel mese di agosto, eravamo con il Maestro in un luogo arido e deserto, non lontano dal lago. Gli antichi avevano dato a quella terra il nome di Prato dei Teschi.
E Gesù giaceva sull’erba e fissava le stelle.
E d’improvviso vennero correndo due uomini, ansimanti. E, come in agonia, caddero prostrati ai piedi di Gesù.
E Gesù si alzò in piedi e disse: «Da dove venite?».
E uno dei due uomini rispose: «Da Machaereus».
E Gesù lo guardò, turbato, e disse: «Che ne è stato di Giovanni?».
E l’uomo disse: «Oggi l’hanno ucciso. E’ stato decapitato nella sua cella».
Allora Gesù sollevò il capo. E si allontanò di alcuni passi. Dopo un poco era di nuovo tra noi.
E disse: «Molto prima di questo giorno il re avrebbe potuto mettere a morte il profeta. In verità ha messo alla prova il favore di cui gode presso i sudditi. Non erano così lenti i re del tempo antico nel consegnare la testa di un profeta ai cacciatori di teste.
Non provo dolore per Giovanni, ma per Erode, perché ha permesso che la spada vibrasse il colpo. Povero re, come un animale prigioniero lo trascinano con una corda per il collare. E cosa chiedereste a un mare stagnante, se non pesci morti?
Io non detesto i re. Che governino pure gli uomini, ma a patto che siano più saggi degli uomini».
E il maestro contemplò quei due volti pieni di dolore e poi guardò noi, e di nuovo parlò e disse:
«Era già ferito, Giovanni, quando venne al mondo, e il suo sangue scorreva con le parole. Era la libertà non ancora libera di se stessa, e paziente solo con i giusti.
In verità era una voce che gridava nella terra dei sordi; e io lo amavo nella sua sofferenza e nella sua solitudine.
E amavo il suo orgoglio, che ha preferito porgere il capo alla spada piuttosto che piegarlo nella polvere.
In verità vi dico che Giovanni, figlio di Zaccaria, era l’ultimo della sua stirpe, e come i suoi avi è stato ucciso nel tempio tra la soglia e l’altare».
E nuovamente Gesù si allontanò da noi.
Al suo ritorno, disse:
«Sempre è stato così: chi governa da un’ora mette a morte quelli che governano da anni. E da sempre si erigono tribunali e si scagliano condanne sul capo di un uomo non ancora nato, e di lui si decreta la morte prima ancora che abbia commesso il crimine.
Il figlio di Zaccaria abiterà con me nel mio regno, e sarà lungo il suo giorno».
Poi si volse ai discepoli di Giovanni e disse: «Ogni evento ha il suo domani. Potrei essere io il domani di questo evento.
Andate, tornate agli amici di quell’uomo, che mi era amico, e dite che sarò con loro».
E i due partirono, e sembrava meno pesante il loro cuore.
E Gesù si stese nuovamente sull’erba e allargò le braccia, e rivolse ancora lo sguardo alle stelle.
Era tardi. E io, poco distante da lui, mi sarei volentieri abbandonato al riposo, ma una mano bussava alla porta del mio sonno, e rimasi sveglio fino a che l’alba e Gesù mi chiamarono per riprendere il cammino.