I poveri

Ora ti lascio, sento che mi chiamano: devo terminare di preparare la cena. Sai, siamo in tanti e anche i lebbrosi mangiano come gli esseri umani, forse perché lo sono anche loro, ti pare? Mi chiedo se anche tu co-nosci qualche “lebbroso”. Scommetto di sì! E scommetto anche che se li conti non sono sufficienti dieci dita, vero? Tu come li tratti? Sicuramente meglio di me, prima che incontrassi quello strano uomo. Anche tu puoi trovarlo, se vuoi. Basta solo che lo cerchi. Ciao e scrivimi,

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I poveri
I poveri, quelli veri, sono sempre brutti. I poveri sono belli solo nelle favole, ma nella vita concreta, invece, sono brutti e ti fanno paura.

I poveri di oggi non sono meno spaventosi di quelli di ieri: i malati di AIDS non fanno meno paura dei lebbrosi, e gli extracomunitari ci sembrano noiosi e antipatici come gli accattoni e i disgraziati di ogni tempo.

Anche Gesù in croce è brutto. Ha voluto essere brutto come ogni povero, per essere solidale con tutti gli uomini, fino all’ultimo. Eppure il centurione riconosce in quella bruttezza il raggio più luminoso della bellezza nascosta di Dio. In quell’uomo sfigurato, egli può finalmente riconoscere il Figlio di Dio (Mc 15,39).

Gesù è vicino a noi oggi nei poveri: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).

Noi riconosciamo e vediamo il Figlio di Dio quando riconosciamo e amiamo i poveri.

  • Sei capace di un amore che supera le apparenze? Sai vedere la bellezza di Dio dietro l’apparente bruttezza del povero?
  • Hai mai provato la gioia che riempie il cuore quando ami Gesù presente nel tuo fratello sfortunato e solo?

Francesco Quando incontro un povero per la strada…