Il silenzio

Com’è pieno di voci il silenzio!


silenzioOggi ti scrivo da Roma mentre sono seduto sui gradini davanti alla Basilica di S. Pietro. Sto chiedendo l’elemosina travestito da pezzente, infatti ho appena scambiato i miei vestiti eleganti con quelli di un poveraccio che chiedeva la carità. Ti chiederai che diavolo ci faccio travestito in questo modo, lontano da casa. Ora ti racconto tutto.

Quando tornai ad Assisi, dopo il fallimento della mia esperienza bellica, una sera i miei vecchi amici mi vennero a chiamare. Come al solito, dovevo organizzare una festa. Così feci preparare un sontuoso banchetto, ricco di selvaggina e di buon vino, chiamai dei conoscenti che sapevano suonare e cantare e allestii il locale alla bell’e meglio, dato che il tempo era veramente poco. Tutto andò a meraviglia, fu una serata magnifica, la maggior parte de-gli invitati al termine cantavano e ridevano a squarciagola, non so se per merito mio, degli orchestrali o del vino che avevano trangugiato in abbondanza. Uscimmo di casa, barcollanti e facendo un fracasso dell’altro mondo!

Lì mi accadde una cosa strana. A un tratto il Signore che mi aveva parlato quella notte a Spoleto, visitò nuovamente il mio cuore. Fu un’esperienza così forte che il mondo esterno svanì in un attimo. Non sentivo più il vociare dei miei amici, rimasi immobile, non so per quanto tempo … Alcuni compagni, accorgendosi che non ero con loro, tornarono indietro, e, stupiti dal mio comportamento, chiesero che cosa mi stava succedendo. Uno di loro disse: “Stai forse pensando di prendere moglie?”. “Certo – gli risposi – sto sognando di prendere in sposa la ragazza più bella, ricca e nobile che abbiate mai visto”. Loro rimasero di stucco, e cercavano di individuare chi fosse quella donna. In pochi attimi fecero un sondaggio, scorrendo mentalmente tutti i nomi delle possibili candidate. Ma i miei compagni erano totalmente fuori pista, infatti la mia decisione era quella di sposare la vita religiosa, resa più nobile, ricca e bella dalla povertà.

Nei giorni che seguirono, molto spesso passavo buona parte del mio tempo immerso nella meditazione, pregavo. Sovente lasciavo Assisi e mi inoltravo lungo sentieri nascosti tra i boschi. Là potevo contemplare la bellezza del creato. Lo sguardo si perdeva nella valle, sentivo solo lo scorrere dell’acqua di un torrente o il canto degli uccelli. Ho visto tanti tramonti rosso fuoco che bruciavano i tetti della mia città. Ho sentito lo scorrere della pioggia lungo il mio corpo, mentre, seduto su un sasso, rimanevo in silenzio per ore …

In silenzio … in silenzio … com’è pieno di voci il silenzio! Sentivo mio padre che sbraitava e si chiedeva dove diavolo fossi finito, anziché lavorare nel negozio. Sentivo la voce di mia madre che mi chiamava, poi sorrideva e ritornava alle sue faccende. Sentivo il fracasso e le risate dei miei compagni che sogghignavano e dicevano che ero tutto matto. Ma sentivo anche la voce di Dio. La sentivo forte dentro al mio cuore, e l’ascoltavo. Non fiatavo, rimanevo in ascolto, silenzioso, e allora non vedevo più i tramonti rosso fuoco, non sentivo lo scroscio dell’acqua o il canto degli uccelli. Eravamo soltanto io e lui. Noi due soli.