Seguire Gesù

Sì, Chiara d’Assisi


seguire GesùOggi la nostra fraternità esulta di gioia. Siamo riuniti nella piccola chie­sa di S. Damiano, dove tempo fa il Cristo crocifisso mi aveva parlato.

Quando ristrutturai quelle povere mura, non avrei mai immaginato che un giorno potessero racchiudere tra loro un dono così grande del Signore: Chiara! Sì, Chiara d’Assisi, una giovane donna, figlia di nobili, che a volte vedevo spiare le mie mosse, le mie azioni. Quando rinunciai pubblicamente al pos­sesso dei beni terreni e alla mia famiglia per vivere tra gli emarginati, in po­vertà, ella era lì, tra la folla, che osservava silenziosa e meditava tutto ciò nel suo cuore. Per Chiara tutti erano fratelli, veri fratelli, specialmente i po­veri, i lebbrosi, gli esclusi che vivevano al di fuori delle mura cittadine. Non ci sorpresero allora le offerte ricevute da lei quando io e i miei primi com­pagni stavamo ristrutturando la chiesetta di S. Damiano, che sarebbe poi di­venuta il recinto della sua vita.

Il suo cammino di conversione fu veramente esemplare. A volte ci vedeva­mo segretamente e io la confortavo amorevolmente, poiché la scelta di vivere secondo l’ideale del Vangelo era veramente difficoltosa, specialmente per una donna. La predicazione itinerante, la questua di porta in porta non le si addicevano, poiché noi tutti eravamo continuamente in balìa del destino divino, senza sicurezza alcuna. Chiara poteva bruciare precocemente quella sua disponibilità verso Dio, ma non fu così. La decisione fu presa.

Una notte, abbandonata segretamente l’abitazione dei genitori, ci rag­giunse a S. Maria della Porziuncola dove la nostra comunità viveva da qualche tempo. Le torce erano accese, ma i nostri cuori ardevano più forte. Quando Chiara entrò nella piccola chiesa, ci stringemmo attorno a lei. Fu davvero un momento solenne quando presi le fornici e le tagliai i funghi ca­pelli, in segno di consacrazione. Il suo volto, illuminato dalle torce, brillava nella notte più della stella polare. Era davvero felice!… Dopo la tonsura, ci raccogliemmo in preghiera. Dio ci doveva ascoltare, mettevamo nelle sue ma­ni onnipotenti quella fanciulla che abbandonava la vita mondana e abbrac­ciava quella religiosa. Ora occorreva proteggerla dalla furia di suo padre il quale, sicuramente, l’avrebbe perseguitata per ricondurla nella sua lussuosa abitazione. Così accompagnai Chiara nel monastero di S. Paolo delle Abba­desse, ma poco tempo dopo i parenti la raggiunsero. Tentarono con ogni me­todo, dalla violenza alle lusinghe, di dissuadere la giovane dalla strada intrapresa, che gettava un’ombra diffamatoria sul casato della nobile famiglia. Tutto fu vano. Chiara era talmente convinta della scelta fatta che, alla fine, i parenti dovettero allontanarsi, furiosi, con la coda tra le gambe. Successi­vamente ella trascorse qualche tempo in un altro monastero nelle vicinanze di Assisi e finalmente si stabilì a S. Damiano, da dove ora ti scrivo.

Abbracciando la vita di clausura, dovrà vivere in assoluta povertà e se­gregata tra le pareti di questo edificio per il resto della sua vita. Tuttavia, se rifletti un momento, i confini materiali di S. Damiano non esistono affatto. La reclusione di Chiara sarà modello di confronto e di esempio che uscirà dalle mura di sasso e si spargerà in ogni direzione. Né ghiaccio né sole infuocato, né monti innevati né mare impetuoso lo potranno fermare! … Chiara, poi, è sempre stata attenta agli avvenimenti che l’hanno circondata durante la sua breve ma intensa vita mondana. Rimanere chiusa tra le mura di S. Damiano non significa che “si fascerà le orecchie”, anzi, sono sicuro che sarà sempre vigile e in ogni momento disponibile ad aiutare chiunque ne abbia bisogno, come d’altra parte ha sempre fatto in precedenza …

Penso che questa ragazza non rimarrà sola per molto tempo. La forza del suo ideale trascinerà nel vortice di gioia e di amore altre sorelle. S. Damiano diverrà davvero esempio vivo e modello per tutto il mondo!… Chiara spesso si soprannomina “pianticella di Francesco”. Io la coltiverò con tutte le mie forze, perché possa divenire un albero poderoso la cui ombra dia sollievo a molte persone.