Natanaele

Si dice che Gesù di Nazareth fosse umile e mansueto. Era giusto e retto, dicono, ma debole, e dinanzi ai forti e ai potenti facilmente si confondeva; e al cospetto dell’autorità era come un agnello tra i leoni.
Ma io dico che Gesù aveva autorità sopra gli uomini, e conosceva il proprio potere e lo proclamava tra i monti di Galilea e nelle città della Giudea e della Fenicia.
Quale uomo arrendevole e mansueto direbbe mai: «Io sono la vita e la via alla verità»?
Quale uomo umile e sottomesso direbbe:
«Io sono in Dio, nostro Padre; e il nostro Dio, il Padre, è in me»?
«Colui che non crede in me, non crede in questa vita e neppure nella vita eterna». Quale uomo incurante della propria forza si esprimerebbe in questo modo?
Quale uomo dubbioso del domani proclamerebbe: «Il vostro mondo passerà e diverrà null’altro che cenere dispersa prima che passino le mie parole»?
Dubitava forse di se stesso, quando volevano confonderlo con una prostituta, e lui disse:
«Chi è senza peccato scagli la prima pietra»?
Temeva l’autorità, quando scacciò i mercanti dal cortile del tempio, benché avessero la licenza dei sacerdoti?
Aveva le ali spezzate quando gridò a gran voce: «Il mio regno è al di sopra dei vostri regni della terra»?
E cercava rifugio nelle parole quando disse e ripete ancora e ancora: «Distruggete questo tempio e lo ricostruirò in tre giorni»?
Era un codardo colui che levando la mano contro uomini autorevoli li chiamò «bugiardi, obbrobriosi, spregevoli, perversi»?
Si può chiamare umile e mite un uomo capace di apostrofare in questi termini i governatori di Giudea?
No! L’aquila non edifica il suo nido sui salici piangenti. E il leone non si cerca una tana tra le felci.
Il disgusto mi assale e le viscere mi si rivoltano e insorgono sentendo i codardi chiamare Gesù umile e mansueto, per giustificare la loro stessa codardia, e i calpestati parlare di Gesù come di un verme che splende al loro fianco, per avere conforto e compagnia.
Sì, il mio cuore è colmo di disgusto verso uomini simili. È il cacciatore potente quello che io voglio annunziare, e lo spirito indomito della montagna.