Breviario Laico, IL CATTIVO ESEMPIO

Quando il più anziano agisce male, il più giovane impara a comportarsi male.

Publilio Siro

C’è un proverbio tedesco che ho sentito ripetere da un anziano signore di Berlino del quale conosco il figlio; tradotto, il detto afferma che «i giovani cinguettano secondo come hanno udito i vecchi cantare». A me è venuto in mente, in parallelo, un altro aforisma latino che nell’originale suona così: Ubi peccat aetas maior, male discit minor. È ciò che ho sopra proposto per la nostra riflessione (la frase è attribuita a Publilio Siro, vissuto nel I secolo a.C., noto appunto per le sue massime gustose). Il cattivo esempio è una piaga morale che può degenerare sempre più fino a raggiungere livelli infami, come nel caso della pedofilia.

Ma può essere anche qualcosa di più quotidiano e la Bibbia stessa non di rado stigmatizza l’anziano che depone la dignità della sua esperienza e si getta nel vizio, divenendo così un cattivo maestro (si pensi, ad esempio, ai due personaggi che insidiano la bella e onesta Susanna, nel capitolo 13 di Daniele). Si delinea, dunque, un aspetto spesso dimenticato, quello dell’insegnamento fatto non tanto a parole ma con l’agire. Ci sono genitori che sbraitano contro i figli degeneri e loro, per primi, sono pronti nella vita a essere ingiusti, corrotti, triviali, superficiali. Vorrei, allora, ritornare ancora alla sapienza latina, quella di Seneca, che nelle sue Lettere a Lucilio scriveva: «Lunga è la strada dei precetti insegnati, breve ed efficace quella degli esempi» (6,5). E alla lapidaria condanna di Gesù riguardo agli scribi e ai farisei: «Dicono e non fanno!» (Matteo 23,3).

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori