Breviario Laico, IL GRIDO E L’ECO

Il grido solitario non ha valore, per quanto larga sia la sua eco.

Josè Carlos Mariàtegui

È stato uno scrittore peruviano di forte impatto sociale, morto a soli 39 anni nel 1930 a Lima. In una prefazione a un libro che sto leggendo trovo la citazione di una sua frase suggestiva che nell’originale spagnolo suona così: No vale el grito aislando por largo que sea su eco. Mi colpiscono queste parole, anche perché durante le vacanze è facile sentire nel silenzio dei monti un grido solitario che si dirama per valli, riportato dalle onde sonore dell’eco. L’autore sudamericano ci ricorda, sulla base di questa immagine, un principio che vale un po’ per tutti e non solo per i grandi della storia.

Se uno tiene esclusivamente per sé il tesoro di intelligenza e di umanità che ha ricevuto e lo fa brillare soltanto sul picco isolato della sua interiorità o di un cenacolo ristretto, alla fine diventa simile a coloro che seppelliscono in luoghi inaccessibili uno scrigno d’oro che invece potrebbe sfamare molti. L’isolamento altezzoso e sprezzante non è la tentazione solo dell’intellettuale, ma è spesso anche il risultato comune di tanto egoismo o pigrizia e persino di superbia. I grandi artisti, i fondatori, i santi sono sempre scesi dalla vetta della loro creatività, dalla torre d’avorio della loro esperienza, dalla foresta mistica per offrire le loro opere a chi viveva nel grigiore quotidiano o nella miseria così da far fiorire la bellezza, la verità, l’amore. Anche se piccola è la nostra voce e l’eco, non chiudiamola entro quattro pareti.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori