Breviario Laico, INSIGNIFICANTE

La cosa più insignificante racchiude in sé un po’ di ignoto. Dovremmo solo provare a scoprirlo.

Guy de Maupassant

«Ma il mio mistero è chiuso in me … »: la radio sta trasmettendo la Turandot di Puccini e ora il Principe ignoto (Calaf per chi conosce la trama e lo svelamento finale del terzo atto) intona la celebre aria che contiene queste parole. Al di là della fantasia narrativa, c’è una verità profonda in questa frase così semplice: noi tutti siamo ignoti per una parte, più o meno vasta, a chi ci vive accanto. Ad esempio, quanti dolori abbiamo tenuto nascosti, quante umiliazioni abbiamo trangugiato in silenzio, quanti peccati sono rimasti sepolti in noi, quanti desideri abbiamo lasciato inespressi e così via.

È per questo che, allora, ha valore la dichiarazione che avevo annotato tempo fa, suggeritami da un docente di francese che mi aveva rimandato a un’opera a me ignota, Pietro e Giovanni, dello scrittore francese ottocentesco Guy de Maupassant. Avevo successivamente letto quel romanzo che mi aveva colpito perché scavava nella cupa rivalità di due fratelli, non solo alimentata da gelosie ma da una sconvolgente verità familiare. Ciò che a prima vista può sembrare insignificante e quotidiano spesso cela sotto una superficie banale segreti, enigmi, lacerazioni ma anche grandezze, splendore e dignità. Proprio per questo è necessario essere cauti e rispettosi anche nei confronti di chi appare un po’ scontato, irrilevante e marginale. È un atteggiamento non solo umano ma anche cristiano perché ogni persona è «immagine e somiglianza di Dio», eterno, infinito e misterioso.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori