Breviario Laico, LA SCACCHIERA

La scacchiera è il mondo, gli scacchi sono i fenomeni dell’universo, le regole del gioco sono quelle che noi chiamiamo «leggi naturali». Il giocatore dall’altra parte della scacchiera è invisibile. Sappiamo, però, che il suo gioco è sempre onesto, leale e paziente. Ma sappiamo anche, a nostre spese, che non perdona mai un errore né fa la più piccola concessione all’ignoranza.

Thomas H. Huxley

A leggere queste righe un teologo avrebbe forse non poco da eccepire. Ma, tutto sommato, questa rappresentazione della storia non è priva di una sua verità e di un suo fascino. A proporla è uno scienziato, un biologo dell’Ottocento, Thomas Henry Huxley, in un saggio intitolato Un’educazione liberale. Non so giocare a scacchi, ma devo confessare che sono sempre rimasto affascinato dagli scacchisti, coi loro riti, i ritmi lenti, le strategie esasperanti, gli esiti fulminanti. All’interno della parabola proposta vorrei estrarre almeno tre considerazioni.

Nell’universo ci sono regole: la scienza le decifra, spesso con fatica, e quando non le scopre, non è detto che esse non ci siano. Il ricorso al caso e al caos sembra essere una semplificazione rinunciataria. Questo deve valere anche per quella creatura particolare che è l’uomo, segnato da una sua «legge naturale». Il giocatore invisibile – continua Huxley – è «onesto, leale e paziente» e questo è vero, ma bisognerebbe anche dire che il suo gioco è talora misterioso. La trascendenza di Dio, come insegna Giobbe, non è riducibile a uno schema com’è quello di un gioco pur creativo quali gli scacchi. Infine, sì, egli denuncia i nostri errori o l’ignoranza, ma non è implacabile come dev’essere un giudice di gara, perché conosce il perdono e concede la possibilità di nuove partite sino alla fine.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori