Breviario Laico, L’IMPOSSIBILE

Gli innocenti non sapevano che il progetto che volevano realizzare era impossibile. E proprio per questo lo realizzarono!

Bertrand Russell

Mi sembra che la dimostrazione vivente di questa considerazione a prima vista paradossale di Bertrand Russell sia proprio il santo che oggi ricordiamo, Francesco. È, infatti, questo il coraggio dei santi e dei grandi: non regolare la vita sul minimo sufficiente, ma puntare verso l’infinito, verso ciò che appunto può apparire come impossibile. Lo suggeriva già Cristo nel suo celebre Discorso della Montagna quando invitava a essere «perfetti come il Padre celeste» (Matteo 5,48). C’è una parola che ai nostri giorni è di molto emarginata, «utopia».

Certo, si sa che non di rado la si è usata come strumento di alienazione e di narcosi per controllare le masse o, peggio, la si è voluta attuare in forme politiche o statali con esiti ipocriti e soffocanti. Ma in sé essa è la carica necessaria per vivere, per creare, per amare. Se tutto si riduce a un mero calcolo o a un modesto quieto vivere, ci si rassegna a un’esistenza grigia e triste. Certamente, ad impossibilia nemo tenetur, diceva l’antico motto latino: non si è obbligati all’impossibile. Ma guai a non tendere verso l’alto, a non provare un fremito di coraggio: per raggiungere un livello superiore bisogna sempre mirare più in alto, altrimenti ci si ridurrà a trascinare stancamente la vita in piccoli ambiti senza respiro. È per questo che l’autentica religione ti fa sperare e correre verso l’eterno e l’infinito, oltre il tempo e lo spazio.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori