Breviario Laico, LODATE, LODATE …!

Volete nuocere a qualcuno? Non ditene male, ditene troppo bene.

André Siegfried

Questa frase mi viene detta da un amico al termine di una cena in casa di altri amici: come purtroppo accade spesso, il discorso ha preso a un certo momento una piega abbastanza scontata, quella non tanto della maldicenza ma di un’apparente narrazione di situazioni altrui (laddove è, però, sempre implicito un giudizio). Ebbene, questo amico mi fa notare che, durante quella cena, si è così lodata una certa persona da averla alla fine resa antipatica un po’ a tutti. Ed egli mi ricorda la frase sopra citata che sarebbe di un economista francese, André Siegfried (1875-1959), che ho poi scoperto essere l’autore anche di un libro intitolato Alcune massime, tra le quali c’è appunto quel detto.

La strada suggerita da questa battuta è subdola e perversa, ma effettivamente ha una sua efficacia. Esagerare nelle lodi non solo le rende improbabili, ma alla fine può generare detestazione, invidia o sarcasmo nei confronti della persona esaltata e, così, si raggiunge il risultato di nuocerle, pur dimostrandole apparentemente stima e ammirazione. È questo uno dei meccanismi perversi dell’animo umano quando si pone in relazione col prossimo. Si è, in tal modo, portati a essere sempre sospettosi e purtroppo con fondamento. Un po’ tutti siamo, al riguardo, vittime e carnefici. Destinatari di critiche feroci, talora fondate ma più spesso artificiose, ipocritamente lodati per farci cadere nella trappola dell’orgoglio che ci rende vulnerabili, abbiamo però anche noi adottato gli stessi comportamenti nei confronti degli altri. In pratica è tristemente vero sia il volterriano «Calunniate, calunniate, qualcosa resterà!» sia l’antitetico e sarcastico «Lodate, lodate, qualcosa produrrà!».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori