Breviario Laico, OSTINAZIONE

La buona filosofia comincia col dubitare e non finisce mai con l’ostinarsi.

Ferdinando Galiani

Forse qualche lettore ricorderà la battuta che Amleto rivolge, nell’omonima tragedia di Shakespeare, all’amico Orazio: «Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne sognano i vostri sistemi filosofici». La nostra scatola cranica, pur grandiosa col suo centinaio di miliardi di neuroni (tanti quante sono le stelle della Via Lattea), risulta ben piccola rispetto all’universo o agli stessi misteri in cui ci si imbatte ragionando. Per questo mi è piaciuta la frase che ho sopra proposto per l’odierna riflessione. Stupirà sapere da dove essa provenga: è desunta, infatti, da un saggio intitolato Dialogo sul commercio dei grani, opera del noto letterato ed economista napoletano del Settecento abate Ferdinando Galiani.

Ho qui davanti a me una prima e preziosa edizione (1770) di quello scritto e, sfogliandolo, trovo questa affermazione che mi interessa soprattutto per la sua finale: tante volte, infatti, anche nei semplici ragionamenti, si parte col rispetto nei confronti della complessità delle questioni e, quindi, col dubbio sapiente; poi, acquisendo qualche dato, si approda non tanto alla certezza ma all’ostinazione. Si è convinti di possedere tutta la verità e, anche per pigrizia, si evita qualsiasi confronto ulteriore. L’ostinazione non è solo del mulo, ma è una caratteristica soprattutto della persona non particolarmente intelligente e acuta. La testardaggine è, purtroppo, una forza pervicace e brutale e costituisce solo una scimmiottatura squallida della vera virtù che è la tenacia, la coerenza e la costanza.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori