Breviario Laico, RAGIONI E TORTI

La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell’una o dell’altro.

Alessandro Manzoni

Abbiamo pensato di offrire ancora una volta una citazione manzoniana, naturalmente dai Promessi Sposi. È una sorta di aforisma che non ha bisogno del conforto di grandi riflessioni tanto è scontato, ma che esige piuttosto una pratica nella vita. E qui le cose si fanno più ardue perché facile è individuare e denunciare le colpe altrui, ben più impegnativo è battersi il petto. Su questo la letteratura morale, a partire dalla famosa favola delle due bisacce dei torti (la mia e quelle degli altri), è costante nel suo ammonimento. Alla radice c’è sempre la nostra superbia che non si placa mai, anche in persone semplici e apparentemente umili, perché – come scriveva il poeta inglese Samuel T. Coleridge (1772-1834) – «il peccato prediletto del demonio è l’orgoglio che scimmiotta l’umiltà».

A questo punto, però, vorremmo andare un po’ oltre il detto di Manzoni. Se è vero che ragione e torto non si possono scindere con un colpo di spada, è però altrettanto vero che esistono proporzioni differenti. Ed è per questo che è legittima la denuncia e la difesa. Non ci si deve lasciar trascinare dalla deriva che può indurre l’aforisma citato: pensare, cioè, che alla fine siamo un po’ tutti colpevoli e un po’ tutti giusti e quindi lasciar perdere ogni distinzione etica, ogni giudizio, ogni protesta. È un po’ l’atteggiamento odierno che piomba nello scetticismo morale e tollera le ingiustizie solo per il fatto che esse sono equamente distribuite in noi e fuori di noi. Non si deve spegnere quella virtù che è lo sdegno della coscienza.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori