Breviario Laico, SE CRISTO TORNASSE

Se Cristo oggi arrivasse tra noi, la gente non lo metterebbe più in croce. Forse lo inviterebbe a cena, lo ascolterebbe parlare. E poi? Poi si burlerebbe di lui!

Thomas Carlyle

Sono molti, nella letteratura e persino nel cinema, quelli che hanno immaginato un ritorno di Cristo nella nostra contemporaneità, forse in una metropoli, come nel Jesus of Montreal, il film di Denis Arcand (1989). Qualcosa del genere aveva già vagheggiato uno scrittore inglese dell’Ottocento, Thomas Carlyle, un autore dalla forte impronta religiosa. La sua rappresentazione paradossalmente sembra più adatta ai nostri giorni nei quali impera lo sberleffo nei confronti di tutto ciò che è serio e profondo. È la grande malattia della superficialità che non conosce, certo, l’adesione appassionata a un ideale ma neppure l’ardore del rigetto cosciente e veemente.

Non si potranno certo definire atei seri, coscienziosi, severi quanti si mettono a irridere in maniera banale e fin volgare – fermandosi appunto alla superficie della realtà spirituale – il cristianesimo e il suo pensiero che ha esaltato e tormentato per secoli i geni dell’umanità. Sì, Cristo lo si lascerebbe parlare, come ormai si concede il diritto di interloquire a tutti, a chi ha qualcosa da dire e al chiacchierone vaniloquo. Solo che alla fine, di fronte a un messaggio che è come una spada di luce, si preferirebbe ricorrere all’irrisione e allo scherno. Non lo si farebbe tacere chiudendogli la bocca e la vita su una croce; lo si emarginerebbe perché non abbia a disturbare la festa e il proprio benessere immediato. Forse questo atteggiamento sta lentamente infiltrandosi anche in noi: è necessario «vegliare e vigilare», come diceva Gesù.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori