Breviario Laico, UN DIO DEBOLE

Il Dio di Platone era inaccessibile nella sua grandezza. Quello di Epitteto si confondeva con l’anima delle cose. Il cristianesimo, invece, ha condotto Dio alla portata dell’uomo. Gli ha dato un viso. Ne ha fatto nostro padre, nostro fratello, il nostro salvatore.

Alexis Carrel

Ai nostri giorni è facile incontrare uno scienziato che sbeffeggi il credente, considerandolo quasi il reperto di un paleolitico intellettuale. In realtà, alla lunga sequenza dei sacerdoti che furono anche uomini di scienza (Copernico, Stenone, Spallanzani, Mendel, Teilhard de Chardin … ) si deve associare l’altrettanto ampia lista di credenti scienziati. È il caso di Alexis Carrel, premio Nobel1912 per le sue ricerche sui vasi sanguigni e sui trapianti d’organo, morto nel 1944 e autore di un popolarissimo saggio intitolato L’uomo, questo sconosciuto che testimonia la sua conversione alla fede, avvenuta a Lourdes, proprio là dove egli si era recato per smascherare i «trucchi» della fede.

Abbiamo scelto un frammento della sua Preghiera in cui emerge in modo nitido l’originalità cristiana che alle divinità fredde, teoriche o nebulose dell’antichità classica oppone un Dio «carnale», che sta, spalla a spalla, a fianco dell’uomo, condividendone dolori e segreti, speranze e delusioni, vita e morte. Come diceva un teologo tedesco contemporaneo, Jürgen Moltmann, quello cristiano è un Dio «patetico», cioè che conosce le passioni delle sue creature, e si fa debole e fragile per deporre nel nostro limite e nel nostro male un seme della sua eternità e un germe di redenzione. È questo il principio della speranza cristiana.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori