Breviario Laico, VIOLENZA E CORAGGIO

La violenza di chi usa le armi è condannata, quella di chi le fabbrica passa inosservata. / La non violenza non è una giustificazione del codardo. È, invece, la suprema virtù del coraggioso.

Neil Mario Hrvat / Gandhi

Non c’era bisogno di Benedetto Croce – che, comunque, ha fatto bene a scrivere questa frase – per riconoscere che «la violenza non è forza ma debolezza». Vorrei riproporre sulla scia di questa verità psicologica e operativa una riflessione sulla vergogna della violenza, da chiunque essa provenga, sia individuo sia Stato, sia persona colta sia invece un soggetto rozzo. E lo faccio con due battute illuminanti. La prima, del filosofo antifascista triestino Mario Hrvat, coglie una delle tante ipocrisie della società moderna: si è pronti a tuonare contro il sangue versato in guerra e si ha il conto in banche che foraggiano l’industria degli armamenti o si passa sopra al fatto che i conflitti del Terzo Mondo sono sostenuti dalla produzione massiccia di armi dei paesi occidentali.

Ma è Gandhi con la seconda citazione a colpire un’altra ipocrisia. Molti usano bollare – facendo di ogni erba un fascio – chi si impegna per la pace e la non violenza con un aggettivo, «codardo». Certo, c’è chi ciancia solo a parole su temi sacri come questi; ma guai a ritenere che la baldanza, il valore, il fegato, l’ardimento siano appannaggio di chi adotta la forza e ritenere pauroso, vigliacco, pavido e pusillanime chi si impegna incessantemente per la pace, il rispetto, l’intesa, la concordia. La vera grandezza e l’autentico coraggio sono di chi sa spezzare col perdono la catena della violenza.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori