Simone, che fu detto Pietro

Fu sulla riva del lago di Galilea che vidi per la prima volta Gesù, mio Signore, mio Maestro.
Con me era mio fratello Andrea; stavamo gettando le reti.
Il mare era in tempesta e alte le onde, e non prendemmo che pochi pesci. E il nostro cuore era pesante.
D’improvviso Gesù fu vicino a noi, come se si fosse materializzato in quell’istante: infatti non l’avevamo sentito venire.
Ci chiamò per nome, e ci disse: «Se mi seguite vi condurrò a un’insenatura brulicante di pesci».
E quando guardai il suo viso, la rete mi cadde dalle mani, perché una fiamma si accese dentro di me e lo riconobbi.
E mio fratello Andrea parlò e disse: «Noi conosciamo tutte le insenature di queste rive, e sappiamo che in un giorno tempestoso come questo i pesci s’inabissano a profondità dove non giungono le nostre reti».
E Gesù rispose: «Seguitemi fino alle rive di un mare più grande. Vi farò pescatori di uomini. E la vostra rete non sarà mai vuota».
E noi lasciammo barca e rete per seguirlo.
Io ero trascinato da una forza che, invisibile, emanava dalla sua persona.
Camminavo al suo fianco, con il fiato mozzo per lo sbigottimento, e mio fratello Andrea veniva dietro a noi, turbato e confuso.
E mentre camminavamo sulla spiaggia, mi feci ardito e gli dissi: «Signore, io e mio fratello seguiremo i tuoi passi, e andremo dove tu andrai. Ma se ti piacesse essere ospite della nostra casa stanotte, saremmo onorati della tua presenza. Non è grande la nostra casa, e il soffitto non è alto, e tu siederai a una mensa del tutto frugale. E tuttavia, se sarai nostro ospite, la capanna diverrà per noi un palazzo. E se volessi spezzare il pane insieme a noi, per la tua presenza diverremmo degni dell’invidia di un principe».
E lui disse: «Sì, sarò vostro ospite questa sera».
Esultai nel mio cuore. E lo seguimmo in silenzio finché giungemmo alla nostra casa.
E mentre indugiavamo sulla soglia, Gesù disse: «Pace a questa casa e a quelli che vi abitano».
Entrò e lo seguimmo.
Mia moglie e mia figlia e la madre di mia moglie si posero in adorazione davanti a lui; quindi piegarono le ginocchia e gli baciarono il lembo della veste.
Erano stupite che lui, l’eletto, fosse venuto come ospite nella nostra casa; l’avevano infatti già visto nei pressi del fiume Giordano quando Giovanni il Battista l’aveva solennemente proclamato l’eletto.

E subito mia moglie e la madre di mia moglie iniziarono a preparare la cena.
Mio fratello Andrea era un uomo schivo, ma la sua fede in Gesù era più profonda della mia.
E mia figlia, che aveva allora sì e no dodici anni, stava accanto a lui e lo teneva per il vestito, come se avesse timore che ci lasciasse per tornare fuori nella notte. Si stringeva a lui come una pecorella smarrita che avesse ritrovato il suo pastore.
Poi sedemmo a tavola, e lui spezzò il pane e versò il vino; e si rivolse a noi dicendo: «Amici miei, fatemi ora la grazia di dividere questo cibo con me, come il Padre ha fatto la grazia di donarlo a noi».
Queste parole lui disse prima di assaggiare anche un solo boccone, perché desiderava seguire l’antica consuetudine secondo la quale l’ospite diviene padrone di casa.
E quando sedemmo con lui a tavola, ci sentimmo come i convitati del Gran Re.
Mia figlia Petronelah, pur giovane e ignara, lo fissava in volto e seguiva i movimenti delle sue mani. E vidi un velo di lacrime nei suoi occhi.
Quando si alzò da tavola, lo imitammo e sedemmo attorno a lui sotto il pergolato della vite.
E parlò a noi e noi ascoltammo, e i nostri cuori battevano le ali come uccelli.
Parlava della seconda nascita dell’uomo, e delle porte dei cieli che si aprono; diceva di angeli che discendono portando pace e serenità agli uomini, e di angeli che ascendono recando al cospetto del Signore Iddio gli aneliti umani.
Poi guardò nei miei occhi e penetrò i segreti del mio cuore. E disse: «Ho scelto te e tuo fratello, ed è necessario che mi seguiate. Ora siete carichi del fardello della fatica, e io vi darò riposo. Prendete sulle spalle il mio giogo e imparate da me, perché nel mio cuore regna la pace, e la vostra anima troverà nel mio cuore rifugio e abbondanza».
Quando parlò così, mio fratello e io scattammo in piedi davanti a lui, e io gli dissi: «Maestro, ti seguiremo fino ai confini della terra. E se anche il tuo fardello fosse pesante come una montagna, noi lo sosterremo con gioia, insieme a te. E se dovessimo cadere lungo il cammino, sapremo d’essere caduti sulla strada per il paradiso, e questo ci basterà».
E mio fratello Andrea parlò e disse: «Maestro, vogliamo essere i fili tra le tue mani e il tuo telaio. Ti prego, fa’ di noi una stoffa, fa’ che noi si possa divenire parte dell’abito dell’Altissimo».
E mia moglie sollevò il volto: sulle sue guance c’erano lacrime, ma parlò con gioia, e disse: «Sii benedetto tu che vieni nel nome del Signore. Benedetto il grembo che ti ha accolto, benedetto il seno che ti ha allattato».
E mia figlia, che non aveva ancora dodici anni, si sedette ai suoi piedi e si strinse a lui.
E la madre di mia moglie, che sedeva presso la soglia di casa, non disse una parola. Piangeva, in silenzio, e il suo scialle era umido di lacrime.
Gesù andò vicino a lei e le sollevò il viso e le disse: «Tu sei la madre di ognuno di questi. Tu stai piangendo di gioia, e io serberò le tue lacrime nella mia memoria».
Ed ecco, l’antica luna sorse all’orizzonte. E Gesù la contemplò per un istante, poi si volse verso di noi e disse: «È tardi. Andate a riposare, e possa Dio visitare il vostro riposo. Rimarrò sotto il pergolato fino all’alba. In questo giorno ho gettato le mie reti e ho pescato due uomini; posso dirmi soddisfatto. Vi auguro una buona notte».
Disse allora la madre di mia moglie: «Abbiamo preparato un letto anche per te nella casa: ti prego, entra, vieni a riposare».
E lui rispose e disse: «In verità ho desiderio di riposare, ma non sotto un tetto. Lasciate che io mi distenda questa notte sotto il baldacchino dell’uva e delle stelle».
E lei si affrettò a portar fuori cuscini e coperte. E lui le sorrise e disse: «Guarda, questa notte giacerò su un letto due volte rifatto».
Poi lo lasciammo e rientrammo nella casa: l’ultima fu mia figlia. E i suoi occhi rimasero fissi su di lui fino a quando non chiusi l’uscio.
Fu così che conobbi il mio Signore e Maestro.
Tutto questo accadde molti e molti anni fa, eppure mi sembra che sia accaduto oggi.