Tommaso

Mio nonno, che era un uomo di legge, una volta disse: «Dobbiamo piegarci alla verità, ma solo quando la verità ci viene resa manifesta».
Quando Gesù mi chiamò, io gli diedi ascolto, perché il suo comando era più potente della mia volontà; tuttavia mantenevo il controllo di me stesso.
Quando lui parlava e gli altri si piegavano ondeggiando come rami al vento, io ascoltavo immobile. Eppure lo amavo.
Tre anni fa ci lasciò, compagnia dispersa a cantare il suo nome, a rendergli testimonianza di fronte alle nazioni.
A quel tempo mi chiamavano Tommaso il Dubbioso. Era ancora su di me l’ombra di mio nonno, e ogni volta pretendevo che la verità si rendesse manifesta.
Giungevo al punto di immergere la mano nelle mie ferite per sentire il sangue, prima di credere al dolore.
Ora, un uomo che ama con il cuore ma non rinuncia al dubbio della mente diventa simile a uno schiavo che nella galera si addormenta ai remi e sogna la libertà, finché non lo risveglia la sferza del padrone.
Quello schiavo ero io, e sognavo la libertà, ma mi sovrastava il sonno in cui era immerso il mio avo. La mia carne richiedeva la sferza del mio giorno.
Perfino alla presenza del Nazareno avevo chiuso gli occhi per vedere le mie mani incatenate al remo.
Il dubbio ama troppo la solitudine per accorgersi che la fede è sua sorella gemella.
Il dubbio è un trovatello infelice e smarrito, e anche se la legittima madre dovesse ritrovarlo e tendergli le braccia, lui si ritrarrebbe guardingo e pieno di timore.
Poiché il dubbio non conosce la verità fino a quando le sue ferite non vengono curate e risanate.
Dubitai di Gesù fino a quando lui si rese manifesto a me, e introdusse la mia mano nelle sue piaghe.
Allora in verità credetti, e dopo questo fui liberato dal mio passato e dal passato dei miei antenati.
I morti dentro me hanno sepolto i loro morti; e i viventi vivranno per il Re Consacrato, anche se fu figlio dell’uomo.
Ieri mi è stato imposto di andare a proclamare il suo nome tra gli indù e i persiani.
Vado. E da questo giorno fino all’ultimo dei miei giorni, all’aurora e al tramonto vedrò il mio Signore sorgere in maestà e ascolterò la sua parola.