Una delle Marie

La sua testa era sempre eretta, e la fiamma di Dio era nei suoi occhi.
Spesso lo vedevamo triste, ma nella sua tristezza si esprimeva tenerezza per chi viveva nel dolore, e fratellanza verso i solitari.
Quando lui sorrideva, quel sorriso era come la fame di chi anela l’ignoto. Era come pioggia di stelle sulle palpebre dei bambini. Ed era come mollica di pane nella bocca.
Lui era triste, ma di una tristezza che pareva sul punto di salire alle labbra per trasformarsi in sorriso.
Era come un velo d’oro nella foresta quando l’autunno sovrasta la terra. E a volte pareva quasi luce di luna sulle rive del lago.
Sorrideva come se le sue labbra volessero intonare un canto a una festa nuziale.
E tuttavia si leggeva in lui la tristezza dell’essere alato che non vuole librarsi più in alto del fratello.