Al Crocifisso

Già ti sentivo dal grembo di mia madre,appeso al suo collo.
Ti vidi sul muro dell’ospedale,
quando per la prima volta ho aperto gli occhi e subito ti salutai con il mio gemito di neonato.
Ti ritrovai in camera da letto,ogni mattina al risveglio e la notte prima del riposo.
Da bambino, mia nonna, nella sua semplicità iniziò a parlarmi di te
e ti contemplavo con gli occhi di fanciullo.
Nell’ansia e nella paura del primo giorno di scuola,che bello vederti lì vicino a me, sul muro dell’aula scolastica.
Crescendo ti ho ritrovato nelle aule del ginnasio, nei negozi, dal dottore, al municipio.
Eri lì che mi guardavi con il tuo profondo sguardo,
che mi consolava quando ero triste,
che mi aiutava nelle difficoltà,
che mi insegnava a vivere condividendo i miei sentimenti.
Anche adesso, mentre lavoro, sei sempre lì che asciughi il sudore della mia fronte e mi prometti un mondo migliore.
Qualsiasi cosa dovesse succedermi tu mi sarai sempre vicino e non temo l’uomo, né il futuro.
Quando giungerà la mia ora emetterò il mio ultimo respiro guardandoti per continuare ad averti vicino non più crocifisso, ma glorioso.

Donato Riccardi