2.a Domenica dopo Pentecoste

II DOMENICA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Sal 26 (27), 1

Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore difende la mia vita:
di chi avrò paura?

si dice il Gloria.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Concedi, o Dio, ai tuoi figli
la salute e la serenità dello spirito,
infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male
e il desiderio ardente del bene;
fa’ che la nostra vita si adorni di opere giuste,
meritando così di essere da te benedetta
e sempre difesa dalla tua grazia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli

LETTURA

Sir 18, 1-2. 4-9a. 10-13

Colui che vive in eterno ha creato l’intero universo.

Lettura del libro del Siracide.

Colui che vive in eterno ha creato l’intero universo.
Il Signore soltanto è riconosciuto giusto.
A nessuno è possibile svelare le sue opere
e chi può esplorare le sue grandezze?
La potenza della sua maestà chi potrà misurarla?
Chi riuscirà a narrare le sue misericordie?
Non c’è nulla da togliere e nulla da aggiungere,
non è possibile scoprire le meraviglie del Signore.
Quando l’uomo ha finito, allora comincia,
quando si ferma, allora rimane perplesso.
Che cos’è l’uomo? A che cosa può servire?
Qual è il suo bene e qual è il suo male?
Quanto al numero dei giorni dell’uomo, cento anni sono già molti.
Come una goccia d’acqua nel mare e un granello di sabbia,
così questi pochi anni in un giorno dell’eternità.
Per questo il Signore è paziente verso di loro
ed effonde su di loro la sua misericordia.
Vede e sa che la loro sorte è penosa,
perciò abbonda nel perdono.
La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo,
la misericordia del Signore ogni essere vivente.
Egli rimprovera, corregge, ammaestra
e guida come un pastore il suo gregge.

Parola di Dio.

SALMO

Sal 135 (136), 1-9

Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Dio degli dèi,
perché il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Signore dei signori,
perché il suo amore è per sempre.
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
perché il suo amore è per sempre. R.

Ha creato i cieli con sapienza,
perché il suo amore è per sempre.
Ha disteso la terra sulle acque,
perché il suo amore è per sempre.
Ha fatto le grandi luci:
perché il suo amore è per sempre. R.

Il sole, per governare il giorno,
perché il suo amore è per sempre.
La luna e le stelle, per governare la notte,
perché il suo amore è per sempre. R.

EPISTOLA

Rm 8, 18-25

La creazione, sottoposta alla caducità, geme nelle doglie.

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Mt 6, 26

Alleluia.
Guardate gli uccelli del cielo, dice il Signore:
non raccolgono nei granai;
eppure il Padre vostro celeste li nutre.
Alleluia.

VANGELO

Mt 6, 25-33

Non preoccupatevi di quello che mangerete. Cercate il regno.

Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Il Signore Gesù ammaestrava le folle dicendo: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Cfr. Sal 67 (68), 6b. 7a. 36b

Dio regna nel suo santuario.
Egli, che ci raccoglie nella sua casa
come figli uniti e concordi,
darà forza e vigore al suo popolo.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche
e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia
a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di padre.
Per Cristo nostro Signore.

Si dice il Credo.

SUI DONI

La tua azione santificatrice, o Dio vivo e vero,
discenda sulle nostre offerte,
e la partecipazione ai divini misteri
ci asterga da ogni contagio di male
e ci conduca al dono della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai tanto amato il mondo
e tanta pietà hai provato per noi,
da mandare il tuo Unigenito come redentore
a condividere interamente la nostra vita,
tranne che nel peccato.
Così nel tuo Figlio fatto uomo
ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto
e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia
ci hai ridonato la primitiva ricchezza
che nella disobbedienza della colpa era andata perduta.
Per questa misericordia che ci ha salvato
cantiamo la nostra gioia
e, uniti ai cori degli angeli e dei santi,
eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Gv 17, 11b

Padre santo, conserva nel tuo nome
coloro che mi hai dato:
che siano una cosa sola
come noi lo siamo.

ALLA COMUNIONE

Gli angeli circondano adoranti l’altare
e i sacerdoti consacrano
il corpo e il sangue di Cristo,
cantando gioiosi:
«Gloria a Dio nell’alto dei cieli».

DOPO LA COMUNIONE O Padre, che generosamente ci hai saziato
col pane della salvezza,
libera il nostro cuore
da ogni nascosta ombra di colpa
e difendici dalle insidie di ogni avverso potere.
Per Cristo nostro Signore.