Mercoledì della 7.a dopo il Martirio di S. G. – Anno B

SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA, VESCOVO E MARTIRE

Memoria

Ignazio fu vescovo della Chiesa di Antiochia dopo l’apostolo Pietro.
Durante la persecuzione di Traiano fu condannato a essere sbranato dalle fiere.
Sotto la rozza scorta delle guardie venne condotto a Roma incatenato.
Durante il lungo e penoso viaggio trovò modo di scrivere sette lettere a diverse Chiese dell’Asia, al vescovo di Smirne Policarpo, alla Chiesa di Roma, nelle quali manifesta il suo ardente amore per Cristo, proclama la sua limpida fede in Gesù Salvatore, vero uomo e vero Dio, che nell’eucaristia ci nutre della sua carne, farmaco di immortalità, e dà consigli sapienti e appassionati per la retta via ecclesiale.
Giunto nell’urbe, subì il martirio nell’anno 107, dilaniato dalle belve come aveva previsto e desiderato.

ALL’INGRESSO

Gal 2, 19-20

Con Cristo sono stato crocifisso
e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.
Vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato sé stesso per me.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio onnipotente ed eterno,
che nel sacrificio dei martiri edifichi la Chiesa,
fa’ che la gloriosa passione,
che meritò a sant’Ignazio di Antiochia la corona immortale,
ci renda sempre forti nella fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

EPISTOLA

Tt 2, 2-10

Tutti abbiano un comportamento santo.

Lettera di san Paolo apostolo a Tito.

Carissimo, gli uomini anziani siano sobri, dignitosi, saggi, saldi nella fede, nella carità e nella pazienza. Anche le donne anziane abbiano un comportamento santo: non siano maldicenti né schiave del vino; sappiano piuttosto insegnare il bene, per formare le giovani all’amore del marito e dei figli, a essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non venga screditata.
Esorta ancora i più giovani a essere prudenti, offrendo te stesso come esempio di opere buone: integrità nella dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti svergognato, non avendo nulla di male da dire contro di noi. Esorta gli schiavi a essere sottomessi ai loro padroni in tutto; li accontentino e non li contraddicano, non rubino, ma dimostrino fedeltà assoluta, per fare onore in tutto alla dottrina di Dio, nostro salvatore.

Parola di Dio.

 

SALMO

Sal 36 (37), 3-4. 18. 23. 27. 29. 39a

La salvezza dei giusti viene dal Signore.

Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore. R.

Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
la loro eredità durerà per sempre.
Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo
e si compiace della sua via. R.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
I giusti avranno in eredità la terra
e vi abiteranno per sempre. R.

 

CANTO AL VANGELO

Mt 23, 37

Alleluia.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti
e làpidi quelli che sono stati mandati a te!
Alleluia.

 

VANGELO

Lc 23, 28-31

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

Parola del Signore.

 

DOPO IL VANGELO

Cfr. 2 Cor 5, 15

Cerco colui che è morto per noi,
voglio trovare colui che per noi è risorto.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, la cui potenza si manifesta nei tuoi santi,
donaci di ringraziarti,
nella festa di sant’Ignazio, vescovo e martire,
che convalidò il suo ministero
donando la sua vita per amore di Cristo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

SUI DONI

Accogli, o Padre, l’offerta
del nostro sacrificio sacerdotale,
come hai gradito il sacrificio di sant’Ignazio,
mistico frumento macinato nel martirio
e fatto pane a te consacrato.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
e cantare la tua grandezza
che nel martire Ignazio rifulge mirabile.
Per esprimere nelle opere
la verità del nome cristiano,
lieto accolse il sanguinoso tramonto
della sua esistenza terrena,
sicuro di risorgere libero e vittorioso dopo i tormenti
e di rinascere in te alla vita del cielo.
Tanto lo affascinò il Signore crocifisso,
unico suo amore,
che nessuna forza al mondo
poté distogliere questo fedele discepolo
dal ricercare il Maestro divino
come modello e premio del suo martirio.
Ci uniamo a questo tuo servo beato, che oggi onoriamo,
e a tutte le schiere dei santi e degli angeli,
per cantare, esultando, la tua gloria:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Sono frumento di Cristo:
che io sia macinato dai denti delle belve
per diventare pane puro e santo.

ALLA COMUNIONE

Voglio mangiare il Pane di Dio,
che è la carne di Gesù Cristo,
nato dal seme di Davide.
Voglio bere il suo sangue,
che è inalterabile amore.

DOPO LA COMUNIONE

Ci rinnovi e ci sostenga, o Dio,
il Pane che abbiamo spezzato alla tua mensa,
nella nascita al cielo del martire sant’Ignazio
e ci doni di essere con le parole e con le opere
autentici cristiani.
Per Cristo nostro Signore.