Sabato prima della Dedicazione del Duomo – Anno B

SABATO PRIMA DELLA DEDICAZIONE

ALL’INGRESSO

Sal 26 (27), 1

Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore difende la mia vita:
di chi avrò paura?

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Il tuo Figlio unigenito, o Dio vivo e santo,
che totalmente condivide con noi l’umana natura,
sta davanti a te, come pontefice eterno;
per la forza della sua mediazione
effondi su noi la tua pietà inesauribile
e fa’ che ci uniamo un giorno nel canto della lode perenne
a lui, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Es 40, 16-38

La gioia del Signore riempie la Dimora.

Lettura del libro dell’Esodo.

In quei giorni. Mosè eseguì ogni cosa come il Signore gli aveva ordinato: così fece.
Nel secondo anno, nel primo giorno del primo mese fu eretta la Dimora. Mosè eresse la Dimora: pose le sue basi, dispose le assi, vi fissò le traverse e rizzò le colonne; poi stese la tenda sopra la Dimora e dispose al di sopra la copertura della tenda, come il Signore gli aveva ordinato.
Prese la Testimonianza, la pose dentro l’arca, mise le stanghe all’arca e pose il propiziatorio sull’arca; poi introdusse l’arca nella Dimora, collocò il velo che doveva far da cortina e lo tese davanti all’arca della Testimonianza, come il Signore aveva ordinato a Mosè.
Nella tenda del convegno collocò la tavola, sul lato settentrionale della Dimora, al di fuori del velo. Dispose su di essa il pane, in focacce sovrapposte, alla presenza del Signore, come il Signore aveva ordinato a Mosè.
Collocò inoltre il candelabro nella tenda del convegno, di fronte alla tavola, sul lato meridionale della Dimora, e vi preparò sopra le lampade davanti al Signore, come il Signore aveva ordinato a Mosè.
Collocò poi l’altare d’oro nella tenda del convegno, davanti al velo, e bruciò su di esso l’incenso aromatico, come il Signore aveva ordinato a Mosè.
Mise infine la cortina all’ingresso della Dimora. Poi collocò l’altare degli olocausti all’ingresso della Dimora, della tenda del convegno, e offrì su di esso l’olocausto e l’offerta, come il Signore aveva ordinato a Mosè.
Collocò il bacino fra la tenda del convegno e l’altare e vi mise dentro l’acqua per le abluzioni. Mosè, Aronne e i suoi figli si lavavano con essa le mani e i piedi: quando entravano nella tenda del convegno e quando si accostavano all’altare, essi si lavavano, come il Signore aveva ordinato a Mosè.
Infine eresse il recinto intorno alla Dimora e all’altare e mise la cortina alla porta del recinto. Così Mosè terminò l’opera.
Allora la nube coprì la tenda del convegno e la gloria del Signore riempì la Dimora. Mosè non poté entrare nella tenda del convegno, perché la nube sostava su di essa e la gloria del Signore riempiva la Dimora.
Per tutto il tempo del loro viaggio, quando la nube s’innalzava e lasciava la Dimora, gli Israeliti levavano le tende. Se la nube non si innalzava, essi non partivano, finché non si fosse innalzata. Perché la nube del Signore, durante il giorno, rimaneva sulla Dimora e, durante la notte, vi era in essa un fuoco, visibile a tutta la casa d’Israele, per tutto il tempo del loro viaggio.

Parola di Dio.

 

SALMO

Sal 95 (96), 7-11. 13

Popoli tutti, date gloria al Signore!

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri. R.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R.

 

EPISTOLA

Eb 8, 3-6

La tenda fatta da Mosè, figura e ombra delle realtà celesti.

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, ogni sommo sacerdote, infatti, viene costituito per offrire doni e sacrifici: di qui la necessità che anche Gesù abbia qualcosa da offrire. Se egli fosse sulla terra, non sarebbe neppure sacerdote, poiché vi sono quelli che offrono i doni secondo la Legge. Questi offrono un culto che è immagine e ombra delle realtà celesti, secondo quanto fu dichiarato da Dio a Mosè, quando stava per costruire la tenda: «Guarda – disse – di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte».
Ora invece egli ha avuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l’alleanza di cui è mediatore, perché è fondata su migliori promesse.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO

Sal 121 (122), 1-2

Alleluia.
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
Alleluia.

 

VANGELO

Gv 2, 13-22

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Parola del Signore.

 

DOPO IL VANGELO

Sal 67 (68), 6b. 7a. 36b

Dio regna nel suo santuario.
Egli, che ci raccoglie nella sua casa
come figli uniti e concordi,
darà forza e vigore al suo popolo.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

La tua misericordia, o Dio, ci sostenga nella fatica
e nell’impegno dell’esistenza che dividiamo con i nostri fratelli
e doni a tutti la gioia
di riconoscerti sempre come creatore e come padre.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Accogli benignamente, o Dio, queste offerte
e ascolta la nostra preghiera:
il popolo dei credenti,
radunato nell’unità del sacrificio che celebriamo,
cresca nella partecipazione alla salvezza
e nella gioia dell’amore fraterno.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
esprimerti, Dio onnipotente e misericordioso,
la nostra riconoscenza di figli
e rinnovare fedelmente la memoria
dell’opera compiuta per noi da Cristo Signore,
mentre celebriamo il mistero del nostro riscatto.
Egli ha spezzato le catene dell’antica oppressione,
morendo ha distrutto la morte
e con la sua risurrezione
ci ha chiamato a partecipare all’eredità della vita divina.
Per lui si allietano gli angeli
e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto;
al loro canto concedi, o Padre,
che si uniscano le nostre umili voci
nell’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Gv 17, 11b

Padre santo, conserva nel tuo nome
coloro che mi hai dato:
che siano una cosa sola
come noi lo siamo.

ALLA COMUNIONE

Gli angeli circondano adoranti l’altare
e i sacerdoti consacrano
il corpo e il sangue di Cristo,
cantando gioiosi:
«Gloria a Dio nell’alto dei cieli».

DOPO LA COMUNIONE

O Dio forte ed eterno,
concedi a chi ha celebrato con fede
il mistero della salvezza
di proseguirne l’annunzio e l’efficacia
nell’operosità della vita.
Per Cristo nostro Signore.