Martedì dopo la Dedicazione

MARTEDI DELLA SETTIMANA DELLA DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO

ALL’INGRESSO

Sal 144 (145), 4. 7

Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
e proclama le tue gesta mirabili.
Dolce nella memoria
resta il ricordo della tua bontà
e l’esultanza per la tua giustizia.

Si dice il Gloria.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Nella luce del vangelo che proclamiamo
e nella divina forza del sacramento,
tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi,
o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà;
rianima la nostra speranza,
accresci e rinnova l’amore
perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente
nel mondo il mistero di Cristo,
tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Ap 1, 9-20

Io, Giovanni, nell’isola chiamata Patmos, preso dallo Spirito nel giorno del Signore, udii.

Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo.

Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù. Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Èfeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa».
Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro. I capelli del suo capo erano candidi, simili a lana candida come neve. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco. I piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente, purificato nel crogiuolo. La sua voce era simile al fragore di grandi acque. Teneva nella sua destra sette stelle e dalla bocca usciva una spada affilata, a doppio taglio, e il suo volto era come il sole quando splende in tutta la sua forza.
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito. Il senso nascosto delle sette stelle, che hai visto nella mia destra, e dei sette candelabri d’oro è questo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese, e i sette candelabri sono le sette Chiese.

Parola di Dio.

 

SALMO

Sal 95 (96), 4-8a

Date al Signore la gloria del suo nome.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. R.

Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R.

 

CANTO AL VANGELO

Cfr. Lc 6, 13

Alleluia.
Il Signore ne scelse dodici,
ai quali diede il nome di apostoli.
Alleluia.

 

VANGELO

Mc 3, 13-19

I Dodici.

Lettura del Vangelo secondo Marco.

In quel tempo. Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

Parola del Signore.

 

DOPO IL VANGELO

Sal 26 (27), 4

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella sua casa
tutti i giorni della mia vita.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo,
la tua pietà che non abbandona,
fino al giorno gioioso in cui ci aprirai
le porte della tua casa.
Per Cristo nostro Signore.

Si dice il Credo

SUI DONI

Accogli, o Padre onnipotente,
l’offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice;
purifica da ogni contagio di male
e rinnova con la grazia di questo sacramento
il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
che il tuo popolo con cuore sincero
elevi a te, o Padre, l’inno di lode.
Tu nel sangue di Cristo Signore
con sapienza mirabile lo hai redento.
Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa,
hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito
perché nell’umiliazione della morte in croce
riconducesse alla gloria l’uomo
che dalla tua bontà era stato creato
e per la propria superbia si era perduto.
Riconoscenti e ammiràti,
con tutte le creature adoranti del cielo e della terra,
innalziamo con gioia l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Sal 22 (23), 5

Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
il mio calice trabocca di dolcezza.

ALLA COMUNIONE

1 Gv 4, 16a

Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
e abbiamo creduto all’amore che Dio ha per noi.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi
ristori e sostieni il tuo popolo
nell’arduo cammino della vita di fede
con il Pane disceso dal cielo,
guida i nostri passi sulla strada della salvezza e,
per il vigore di questo cibo divino,
fa’ che arriviamo a contemplare
la fulgente bellezza del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore.