Sabato dopo la Dedicazione

SABATO DELLA SETTIMANA DELLA DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO

ALL’INGRESSO

Sal 144 (145), 4. 7

Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
e proclama le tue gesta mirabili.
Dolce nella memoria
resta il ricordo della tua bontà
e l’esultanza per la tua giustizia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Nella luce del vangelo che proclamiamo
e nella divina forza del sacramento,
tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi,
o Dio, gli eventi che ci hanno portato a libertà;
rianima la nostra speranza,
accresci e rinnova l’amore
perché ci sia dato di testimoniare più efficacemente
nel mondo il mistero di Cristo,
tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 26, 1-11

Mio padre era un Arameo errante: ora io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse: «Quando sarai entrato nella terra che il Signore, tuo Dio ti dà in eredità e la possederai e là ti sarai stabilito, prenderai le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà, le metterai in una cesta e andrai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Ti presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: “Io dichiaro oggi al Signore, tuo Dio, che sono entrato nella terra che il Signore ha giurato ai nostri padri di dare a noi”. Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio. Gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il Signore, tuo Dio, avrà dato a te e alla tua famiglia».

Parola di Dio.

 

SALMO

Sal 96 (97), 7-12

Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R.

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R.

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R.

 

EPISTOLA

Eb 11, 1-2. 8-9. 23-29

La fede dei padri erranti.

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa.
Per fede, Mosè, appena nato, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello; e non ebbero paura dell’editto del re.
Per fede, Mosè, divenuto adulto, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere momentaneamente del peccato. Egli stimava ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto l’essere disprezzato per Cristo; aveva infatti lo sguardo fisso sulla ricompensa.
Per fede, egli lasciò l’Egitto, senza temere l’ira del re; infatti rimase saldo, come se vedesse l’invisibile.
Per fede, egli celebrò la Pasqua e fece l’aspersione del sangue, perché colui che sterminava i primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti.
Per fede, essi passarono il Mar Rosso come fosse terra asciutta. Quando gli Egiziani tentarono di farlo, vi furono inghiottiti.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO

Cfr. Lc 5, 4

Alleluia.
Prendi il largo, dice il Signore,
e gettate le vostre reti per la pesca.
Alleluia.

 

VANGELO

Lc 5, 1-11

Simone, reso pescatore di uomini.

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore.

 

DOPO IL VANGELO

Sal 26 (27), 4

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella sua casa
tutti i giorni della mia vita.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Ci conforti e ci doni coraggio, o Padre santo,
la tua pietà che non abbandona,
fino al giorno gioioso in cui ci aprirai
le porte della tua casa.
Per Cristo nostro Signore.

Si dice il Credo

SUI DONI

Accogli, o Padre onnipotente,
l’offerta che presentiamo alla tua azione santificatrice;
purifica da ogni contagio di male
e rinnova con la grazia di questo sacramento
il cuore dei credenti che si nutriranno al tuo santo convito.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
che il tuo popolo con cuore sincero
elevi a te, o Padre, l’inno di lode.
Tu nel sangue di Cristo Signore
con sapienza mirabile lo hai redento.
Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa,
hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito
perché nell’umiliazione della morte in croce
riconducesse alla gloria l’uomo
che dalla tua bontà era stato creato
e per la propria superbia si era perduto.
Riconoscenti e ammiràti,
con tutte le creature adoranti del cielo e della terra,
innalziamo con gioia l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Sal 22 (23), 5

Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
il mio calice trabocca di dolcezza.

ALLA COMUNIONE

1 Gv 4, 16a

Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
e abbiamo creduto all’amore che Dio ha per noi.

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, che rinnovando gli antichi prodigi
ristori e sostieni il tuo popolo
nell’arduo cammino della vita di fede
con il Pane disceso dal cielo,
guida i nostri passi sulla strada della salvezza e,
per il vigore di questo cibo divino,
fa’ che arriviamo a contemplare
la fulgente bellezza del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore.