Lunedì della 1.a Settimana dopo Pentecoste

LUNEDI DELLA I SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSOCfr. Sal 94 (95), 6-7a

Venite, adoriamo:
prostriamoci a colui che ci ha creato
perché è nostro Signore e nostro Dio.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Mostra ancora, o Dio forte ed eterno,
a favore dei credenti
gli antichi prodigi operati dal tuo braccio;
vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa
di professare in libertà la propria fede
e di custodire senza timore la tua legge.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA Es 1, 1-14I discendenti di Giacobbe e la loro oppressione in Egitto.

Lettura del libro dell’Esodo.

In quei giorni. Questi sono i nomi dei figli d’Israele entrati in Egitto; essi vi giunsero insieme a Giacobbe, ognuno con la sua famiglia: Ruben, Simeone, Levi e Giuda, Ìssacar, Zàbulon e Beniamino, Dan e Nèftali, Gad e Aser. Tutte le persone discendenti da Giacobbe erano settanta. Giuseppe si trovava già in Egitto. Giuseppe poi morì e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione. I figli d’Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto forti, e il paese ne fu pieno.
Allora sorse sull’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. Egli disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso e più forte di noi. Cerchiamo di essere avveduti nei suoi riguardi per impedire che cresca, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese». Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati, per opprimerli con le loro angherie, e così costruirono per il faraone le città-deposito, cioè Pitom e Ramses. Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva, ed essi furono presi da spavento di fronte agli Israeliti. Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli con durezza. Resero loro amara la vita mediante una dura schiavitù, costringendoli a preparare l’argilla e a fabbricare mattoni, e ad ogni sorta di lavoro nei campi; a tutti questi lavori li obbligarono con durezza.

Parola di Dio.
SALMOSal 102 (103), 1-4. 6-7

Benedetto il Signore, salvezza del suo popolo.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R.

Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele. R.

CANTO AL VANGELOCfr. Sal 97 (98), 2a. 3c

Alleluia.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza;
tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Alleluia.
VANGELOLc 4, 14-16. 22-24

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere.
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELOCfr. Es 32, 12-13

Signore, cessi la tua ira;
sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
come giurasti su te stesso, o Dio.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Verso le tue creature, o Dio,
tu preferisci la misericordia allo sdegno;
vedi quanto siamo deboli e incerti
e fa’ prevalere sulla nostra povertà
la luce e la forza della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore.SUI DONI

Ci vengono dalla tua generosità, o Padre,
i doni che ora ti offriamo;
accoglili con bontà
e trasformali nei tuoi santi misteri
perché sostengano la nostra quotidiana esistenza
e ci conducano alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
esaltarti sempre,
qui e in ogni luogo,
Dio onnipotente e santo.
Da te riceviamo l’esistenza,
la forza di agire e la grazia di vivere,
e così tu dimostri ogni giorno
il tuo amore di padre.
Già in questa fuggevole vita
ci assicuri e ci anticipi
il possesso della ricchezza eterna
e, donandoci le primizie dello Spirito
che ha risuscitato dai morti Cristo Signore,
ci serbi nella viva speranza
di partecipare alla gloria senza fine.
Gioiosi per questa certezza,
uniti al canto perenne degli angeli,
ti eleviamo l’inno di riconoscimento e di lode:
Santo…ALLO SPEZZARE DEL PANESal 9, 2b-3

Annunzierò, o Dio,
le tue gesta mirabili,
gioisco in te ed esulto,
canto inni al tuo nome, o Altissimo.

ALLA COMUNIONE

Scorre la vita
e i nostri giorni volgono alla fine.
Fin che c’è dato tempo
leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
Teniamo accese le lampade
perché il Giudice dell’universo
sta per giudicare tutte le genti.

DOPO LA COMUNIONE

Abbiamo ricevuto, o Padre,
i doni del sacro mistero;
la celebrazione che il tuo Figlio
ci ha comandato di compiere in sua memoria
sia efficace soccorso alla nostra debolezza
e ci conservi nella comunione con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.