Lunedì della 5.a settimana dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – Anno Dispari

Memoria di S. Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa

Girolamo nacque a Stridone in Dalmazia verso il 340 da genitori cristiani.
A Roma attese agli studi letterari e, quasi ventenne, ricevette il battesimo.
Affascinato dall’ideale ascetico e dalla ricerca della verità, si recò in Oriente per unire alla solitudine orante lo studio della Scrittura.
Ordinato sacerdote, ritornò a Roma, dove fu segretario e collaboratore di papa Damaso (366-384) e dove cominciò il suo lavoro di traduzione dei libri sacri.
Di temperamento focoso e battagliero, si attirò molte antipatie, tanto che preferì abbandonare la capitale e ritirarsi a Betlemme, dove fondò due monasteri, uno maschile e uno femminile.
Nel suo eremo accanto alla grotta della Natività scrisse molte opere specialmente di argomento esegetico e partecipò con la consueta passione a tutte le vicende ecclesiali del suo tempo.
Morì nel 420 ed è onorato come dottore della Chiesa.

ALL’INGRESSO
«Non si allontani dalla tua bocca il libro della legge;
meditalo giorno e notte – dice il Signore –
per osservare esattamente quanto vi è prescritto;
così potrai dirigere i tuoi passi sulla giusta via».

LETTURA Gd 1, 1-8
Lettura della lettera di san Giuda apostolo

Giuda, servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo, a coloro che sono prediletti, amati in Dio Padre e custoditi da Gesù Cristo, a voi siano date in abbondanza misericordia, pace e carità. Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi riguardo alla nostra comune salvezza, sono stato costretto a farlo per esortarvi a combattere per la fede, che fu trasmessa ai santi una volta per sempre. Si sono infiltrati infatti in mezzo a voi alcuni individui, per i quali già da tempo sta scritta questa condanna, perché empi, che stravolgono la grazia del nostro Dio in dissolutezze e rinnegano il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo.
A voi, che conoscete tutte queste cose, voglio ricordare che il Signore, dopo aver liberato il popolo dalla terra d’Egitto, fece poi morire quelli che non vollero credere e tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del grande giorno, gli angeli che non conservarono il loro grado ma abbandonarono la propria dimora. Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno. Ugualmente anche costoro, indotti dai loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli angeli.  

SALMO Sal 138 (139)

Guidami, Signore, sulla via della vita.

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie. R

La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre. R

Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno. R

Se tu, Dio, uccidessi i malvagi!
Allontanatevi da me, uomini sanguinari!
Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri;
vedi se percorro una via di dolore
e guidami per una via di eternità. R

VANGELO Lc 20, 9-19
✠ Lettura del secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù prese a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!”. Ma i contadini, appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: “Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra!”. Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e darà la vigna ad altri». Udito questo, dissero: «Non sia mai!». Allora egli fissò lo sguardo su di loro e disse: «Che cosa significa dunque questa parola della Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo?”. Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e colui sul quale essa cadrà verrà stritolato». In quel momento gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito infatti che quella parabola l’aveva detta per loro.  

DOPO IL VANGELO
Ho amato la tua legge, Signore,
e la medito tutto il giorno.
Questo mi consola nell’afflizione,
la tua parola mi fa vivere.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
La mia sorte, o Signore, è custodire le tue parole.
Con tutto il cuore ti ho supplicato:
fammi grazia secondo la tua promessa.

ALLA COMUNIONE
Ho trovato le tue parole e le ho divorate,
la tua parola è gioia e letizia del mio cuore;
perché il tuo nome è stato invocato su me, o Signore Dio.