Martedì della 1.a settimana dopo il martirio di san Giovanni il Precursore – Anno Dispari

Memoria di S. Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa

Nato a Roma da nobile famiglia attorno al 540, Gregorio ricevette un’accurata formazione umana e cristiana, e percorse con successo la carriera amministrativa fino a diventare prefetto dell’Urbe.
A trentacinque anni si diede a Dio nella vita monastica.
Divenuto poi diacono, fu inviato come legato pontificio a Costantinopoli.
Il 3 settembre 590, succedendo a Pelagio II, fu ordinato vescovo e ascese alla sede di Pietro.
In tempi calamitosi, si distinse per la saggezza del governo, la pietà verso gli sventurati, lo zelo per la difesa e la propagazione della fede.
Organizzò la missione apostolica in Inghilterra, guidata dal monaco Agostino, alla quale si deve la conversione delle popolazioni dell’isola.
Si adoperò per condurre i Longobardi alla verità cattolica e a costumi meno feroci, favorendo in tutti i modi la loro tranquilla convivenza con le genti romane.
Morì il 12 marzo 604 e fu chiamato «grande» dalla voce comune.
La sua copiosa produzione letteraria, di indole soprattutto pastorale, gli valse il titolo di dottore della Chiesa.

ALL’INGRESSO
Il Signore ti ha scelto per suo sommo sacerdote,
ti ha aperto i suoi tesori e ti ha colmato di ogni benedizione.

LETTURA 1Gv 1, 5 – 2, 2
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.  

SALMO Sal 102 (103)

Benedici il Signore, anima mia.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità. R

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R

VANGELO Lc 16, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».   

DOPO IL VANGELO
«Io sono il buon pastore, – dice il Signore –;
il buon pastore dà la vita per le sue pecore».

ALLO SPEZZARE DEL PANE
«Non voi avete scelto me, – dice il Signore –
ma io ho scelto voi e vi ho costituito
perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga».

ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: «Avrò cura delle pecore del mio gregge,
mi sceglierò un pastore che le conduca al pascolo e io sarò il loro Dio».