Martedì della 1.a Settimana dopo Pentecoste

MARTEDI DELLA I SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Cfr. Sal 94 (95), 6-7a

Venite, adoriamo:
prostriamoci a colui che ci ha creato
perché è nostro Signore e nostro Dio.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Mostra ancora, o Dio forte ed eterno,
a favore dei credenti
gli antichi prodigi operati dal tuo braccio;
vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa
di professare in libertà la propria fede
e di custodire senza timore la tua legge.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Es 2, 1-10La nascita di Mosè.

Lettura del libro dell’Esodo.

In quei giorni. Un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una discendente di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto.
Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va’», rispose la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò. Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!».

Parola di Dio.
SALMOSal 104 (105), 1a. 8-9. 24-27

Il Signore è fedele alla sua alleanza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R.

Ma Dio rese molto fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi oppressori.
Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo
e agissero con inganno contro i suoi servi. R.

Mandò Mosè, suo servo,
e Aronne, che si era scelto:
misero in atto contro di loro i suoi segni
e i suoi prodigi nella terra di Cam. R.

CANTO AL VANGELOCfr. Sal 96 (97), 6

Alleluia.
Annunciano i cieli la giustizia del Signore,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.
Alleluia.
VANGELOLc 4, 25-30

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELOCfr. Es 32, 12-13

Signore, cessi la tua ira;
sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
come giurasti su te stesso, o Dio.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Verso le tue creature, o Dio,
tu preferisci la misericordia allo sdegno;
vedi quanto siamo deboli e incerti
e fa’ prevalere sulla nostra povertà
la luce e la forza della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Ci vengono dalla tua generosità, o Padre,
i doni che ora ti offriamo;
accoglili con bontà
e trasformali nei tuoi santi misteri
perché sostengano la nostra quotidiana esistenza
e ci conducano alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
esaltarti sempre,
qui e in ogni luogo,
Dio onnipotente e santo.
Da te riceviamo l’esistenza,
la forza di agire e la grazia di vivere,
e così tu dimostri ogni giorno
il tuo amore di padre.
Già in questa fuggevole vita
ci assicuri e ci anticipi
il possesso della ricchezza eterna
e, donandoci le primizie dello Spirito
che ha risuscitato dai morti Cristo Signore,
ci serbi nella viva speranza
di partecipare alla gloria senza fine.
Gioiosi per questa certezza,
uniti al canto perenne degli angeli,
ti eleviamo l’inno di riconoscimento e di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANESal 9, 2b-3

Annunzierò, o Dio,
le tue gesta mirabili,
gioisco in te ed esulto,
canto inni al tuo nome, o Altissimo.

ALLA COMUNIONE

Scorre la vita
e i nostri giorni volgono alla fine.
Fin che c’è dato tempo
leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
Teniamo accese le lampade
perché il Giudice dell’universo
sta per giudicare tutte le genti.

DOPO LA COMUNIONE

Abbiamo ricevuto, o Padre,
i doni del sacro mistero;
la celebrazione che il tuo Figlio
ci ha comandato di compiere in sua memoria
sia efficace soccorso alla nostra debolezza
e ci conservi nella comunione con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.