Martedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

SAN GIOSAFAT, VESCOVO E MARTIRE

Le parti mancanti del proprio sono prese dal comune di pastori (per un vescovo)

Memoria

Giovanni nacque in Ucraina verso il 1580 da famiglia ortodossa.
Ancora giovane, aderì alla Chiesa cattolica e nell’anno 1604 divenne monaco nell’Ordine di san Basilio, assumendo il nome di Giosafat.
Il 12 novembre 1617 fu ordinato vescovo e si dedicò con grande impegno al suo servizio episcopale, unendo sempre alla perfetta fedeltà alla Chiesa di Roma il pieno e sincero amore per la tradizione liturgica bizantina e per la cultura del suo popolo.
Attese con sollecitudine alla formazione del clero, curò la dignità del culto divino, fu premuroso nel soccorrere i poveri, si adoperò con tutte le forze per l’unità dei cristiani.
Il 12 novembre 1623, durante una visita pastorale, venne assalito da un gruppo di facinorosi, che infierirono su di lui fino a farlo morire.
Il suo corpo riposa nella basilica vaticana presso la tomba del Principe degli apostoli.

ALL’INGRESSO
Questo sacerdote con tutto il cuore ha cantato al suo Dio,
aprì le sue mani al misero, portò amore al povero
e amò colui che lo aveva creato.

LETTURA Ap 19, 11-16
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente. Sul mantello e sul femore porta scritto un nome: Re dei re e Signore dei signori.  

SALMO Sal 95 (96)

Date al Signore la gloria del suo nome.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. R

Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R

VANGELO Mt 24, 45-51
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».  

DOPO IL VANGELO
I tuoi sacerdoti, o Signore, si vestano di giustizia,
e i tuoi fedeli cantino di gioia.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Beato quel servo che il Signore al suo ritorno troverà a vegliare;
in verità vi dico: gli affiderà la cura di tutti i suoi beni.

ALLA COMUNIONE
Ecco il servo saggio e fedele,
che il Signore pose a capo della sua casa
per distribuire a tempo debito il necessario nutrimento.