Mercoledì della 5.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

SANTA MARCELLINA, VERGINE

Memoria

Marcellina, sorella maggiore di Satiro e di Ambrogio, di illustre famiglia romana, nella giovinezza si consacrò per sempre a Dio, ricevendo il velo verginale nella basilica vaticana dalle mani di papa Liberio, la notte di Natale probabilmente dell’anno 353.
Seguì poi i fratelli a Milano, dove Ambrogio era divenuto vescovo.
Alcune lettere testimoniano l’affetto per lei del nostro santo patrono, che, spinto dalle sue richieste, scrisse un’opera famosa a esaltazione della verginità consacrata.
A questa amata sorella Ambrogio nel suo testamento riservò l’usufrutto dei beni di famiglia, dei quali aveva costituito erede la Chiesa di Milano.
Sopravvissuta ai due fratelli, Marcellina morì verso il 400 e il suo sepolcro è custodito e onorato nella basilica Ambrosiana.

ALL’INGRESSO

Gal 2, 19-20

Con Cristo sono stato crocifisso
e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.
Vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato sé stesso per me.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Donaci, o Padre, di imitare la santa vergine Marcellina
nell’attenzione assidua alla voce del tuo Verbo,
e accresci in noi il desiderio vigile della venuta di Cristo Signore,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

FORMA BREVE

COMPLETA

Dt 27, 9-26 – forma breve: Dt 27, 9-16. 26

Le benedizioni e le maledizioni dei leviti su Israele.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè e i sacerdoti leviti dissero a tutto Israele: «Fa’ silenzio e ascolta, Israele! Oggi sei divenuto il popolo del Signore, tuo Dio. Obbedirai quindi alla voce del Signore, tuo Dio, e metterai in pratica i suoi comandi e le sue leggi che oggi ti do».
In quello stesso giorno Mosè diede quest’ordine al popolo: «Ecco quelli che, una volta attraversato il Giordano, staranno sul monte Garizìm per benedire il popolo: Simeone, Levi, Giuda, Ìssacar, Giuseppe e Beniamino; ecco quelli che staranno sul monte Ebal per pronunciare la maledizione: Ruben, Gad, Aser, Zàbulon, Dan e Nèftali. I leviti prenderanno la parola e diranno ad alta voce a tutti gli Israeliti:
“Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, abominio per il Signore, lavoro di mano d’artefice, e la pone in luogo occulto!”. Tutto il popolo risponderà e dirà: “Amen”.
“Maledetto chi maltratta il padre e la madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell’orfano e della vedova!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi si unisce con la moglie del padre, perché solleva il lembo del mantello del padre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi giace con qualsiasi bestia!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi giace con la propria sorella, figlia di suo padre o figlia di sua madre!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi giace con la suocera!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi colpisce il suo prossimo in segreto!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi accetta un regalo per condannare a morte un innocente!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”.
“Maledetto chi non mantiene in vigore le parole di questa legge, per metterle in pratica!”. Tutto il popolo dirà: “Amen”».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 1, 1-4. 6

La legge del Signore è tutta la mia gioia.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R.

EPISTOLA

CANTO AL VANGELO

Cfr. Lc 1, 45

Alleluia.
Beata colei che ha creduto
nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.
Alleluia.

VANGELO

Lc 8, 19-21

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Andarono dal Signore Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Cristo è tutto per noi:
se hai una ferita da curare, egli è medico;
se la febbre ti brucia, è acqua che ti rinfresca;
se cerchi il cibo, egli è Pane di vita:
Cristo è tutto per noi.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Associa, o Dio, la tua Chiesa all’inno di lode
che le sante vergini in cielo lietamente ti cantano;
in questa fulgida schiera
noi oggi contempliamo con affetto singolare santa Marcellina,
mentre il nostro cuore anticipa nella speranza la gioia del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Guarda, Dio misericordioso, questi tuoi figli radunati intorno all’altare,
dove ogni giorno si offre per noi la vittima santa;
tu che hai unito a questo sacrificio
la donazione verginale di santa Marcellina,
gradisci il nostro impegno di fedeltà e di interiore dedizione.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
È fonte di letizia per noi
rinnovare il ricordo della beata Marcellina,
affettuosa sorella e dolce conforto di Ambrogio e di Satiro.
Come vergine prudente
scelse di amare con cuore indiviso l’immacolato tuo Figlio,
ispiratore e corona di ogni proposito verginale
e a lui si dedicò con cuore di sposa,
per celebrarne con voce nuova
la sovrumana bellezza nel coro della tua Chiesa.
Anche noi ci uniamo oggi a questo canto festoso
insieme con tutti gli angeli e i santi,
ed eleviamo a te, Padre, l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Ct 8, 6a

Ponimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché tenace come la morte è l’amore.

ALLA COMUNIONE

Tu appena cominci a cercarlo, e Cristo ti è già vicino.
Non può sottrarsi a chi lo desidera,
lui che si è manifestato a chi non lo attendeva;
poiché Cristo è amore.

DOPO LA COMUNIONE

I vincoli tenaci del tuo amore, o Padre,
trattengano in noi Cristo per sempre;
donaci di trovare ogni nostro bene in lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.