Mercoledì della 9.a settimana dopo Pentecoste – Memoria San Simpliciano

SAN SIMPLICIANO, VESCOVO

Memoria

Simpliciano nacque verso il 320.
Prete della Chiesa milanese, si distinse per santità di vita e per amplissima dottrina.
Buon conoscitore delle lettere greche e della filosofia neoplatonica, attorno al 355 frequentò l’ambiente culturale romano e strinse un’intima amicizia con il celebre retore Mario Vittorino, che guidato da lui arrivò alla fede cristiana.
A partire dal 374, ebbe gran parte nella formazione teologica e pastorale di Ambrogio.
Svolse anche un’azione importante nella conversione di Agostino, che poi gli dedicò una delle sue «Confessioni».
Sul letto di morte, il 4 aprile 397, Ambrogio designò Simpliciano come il successore più adatto, nonostante l’età già avanzata.
Per tre anni governò da pastore fedele e saggio la Chiesa di Milano.
Morì nel 400 e fu deposto nella «basilica di Maria e delle vergini», che ora è dedicata al suo nome.

ALL’INGRESSO

Nella generosità del suo amore
Dio ha scelto questi uomini santi
e ha dato loro una gloria eterna;
la Chiesa risplende del loro magistero.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Per la gloriosa intercessione di san Simpliciano,
pastore di questa Chiesa milanese,
guarda benevolmente, o Dio, i tuoi fedeli
in comunione col vescovo;
conferma in essi la ricchezza dei tuoi doni
e secondo il tuo disegno d’amore
guidali alla pienezza della vita di grazia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

2 Sam 11, 2-17. 26-27; 12, 13-14

Davide e la moglie di Uria.

Lettura del secondo libro di Samuele.

In quei giorni. Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d’aspetto. Davide mandò a informarsi sulla donna. Gli fu detto: «È Betsabea, figlia di Eliàm, moglie di Uria l’Ittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. Ella andò da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata dalla sua impurità. Poi ella tornò a casa.
La donna concepì e mandò ad annunciare a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Uria l’Ittita». Ioab mandò Uria da Davide. Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Uria: «Scendi a casa tua e làvati i piedi». Uria uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una porzione delle vivande del re. Ma Uria dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide: «Uria non è sceso a casa sua». Allora Davide disse a Uria: «Non vieni forse da un viaggio? Perché dunque non sei sceso a casa tua?». Uria rispose a Davide: «L’arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e i servi del mio signore sono accampati in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per giacere con mia moglie? Per la tua vita, per la vita della tua persona, non farò mai cosa simile!». Davide disse a Uria: «Rimani qui anche oggi e domani ti lascerò partire». Così Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il seguente. Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
La mattina dopo Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Uria. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Uria sul fronte della battaglia più dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che c’erano uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e dei servi di Davide e perì anche Uria l’Ittita.
La moglie di Uria, saputo che Uria, suo marito, era morto, fece il lamento per il suo signore. Passati i giorni del lutto, Davide la mandò a prendere e l’aggregò alla sua casa. Ella diventò sua moglie e gli partorì un figlio. Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.
Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai. Tuttavia, poiché con quest’azione tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 50 (51), 3-6. 16-17

Nel tuo amore, o Dio, cancella il mio peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto:
così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio. R.

Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Gc 4, 2d-3a

Alleluia.
Non avete perché non chiedete;
chiedete e non ottenete perché chiedete male,
dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO

Lc 11, 9-13

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù aggiunse: «Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Sal 144 (145), 10b-11

Ti benedicano, Signore, i tuoi santi,
dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, che hai santificato questa tua Chiesa
col ministero pastorale del vescovo san Simpliciano,
donaci di avvalerci dei suoi insegnamenti e dei suoi esempi
e di formare un giorno la sua corona in cielo.
Per Cristo nostro Signore.

INDICAZ CREDO

SUI DONI

Accetta, o Padre, i doni
che portiamo al tuo altare
nella memoria del santo vescovo Simpliciano
e trasforma noi che te li offriamo
in una lode vivente della tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Nel ricordo e nella venerazione di san Simpliciano,
pastore glorioso di questa Chiesa milanese,
la comunità dei credenti
si raccoglie, in comunione col vescovo,
lieta e grata di essere il tuo popolo nuovo
ravvivato dai doni dello Spirito Santo.
Riuniti per la tua misericordia
dall’annunzio del vangelo,
rinsaldano nella cena di Cristo
i vincoli della fraterna carità
e divengono un segno di unità e di amore
perché il mondo creda e ti riconosca.
E ora con questo pastore del tuo gregge
e con tutti i cittadini del cielo
osiamo elevare l’inno della tua lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Cfr. Mt 10, 32

«Chiunque mi riconoscerà
davanti agli uomini, – dice il Signore –
anch’io lo riconoscerò
davanti al Padre mio che è nei cieli».

ALLA COMUNIONE

Cfr. Is 61, 10; 12, 6

Il Signore ti ha rivestito delle vesti di salvezza,
ti ha avvolto con il manto della giustizia;
il Santo di Israele è con te.

DOPO LA COMUNIONE

Ci nutra e ci allieti, o Padre,
il Pane della salvezza
che abbiamo ricevuto all’altare
nella festa di san Simpliciano;
ripensando commossi ai tuoi benefici,
onoriamo i padri e i maestri della nostra fede
e ti proclamiamo mirabile nei tuoi santi.
Per Cristo nostro Signore.