Sabato della 1.a Settimana dopo Pentecoste

SABATO DELLA I SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Cfr. Sal 94 (95), 6-7a

Venite, adoriamo:
prostriamoci a colui che ci ha creato
perché è nostro Signore e nostro Dio.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Mostra ancora, o Dio forte ed eterno,
a favore dei credenti
gli antichi prodigi operati dal tuo braccio;
vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa
di professare in libertà la propria fede
e di custodire senza timore la tua legge.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Lv 8, 1-13

Consacrazione di Aronne, sommo sacerdote, e dei suoi figli.

Lettura del libro del Levitico.

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Prendi Aronne insieme ai suoi figli, le vesti, l’olio dell’unzione, il giovenco del sacrificio per il peccato, i due arieti e il cesto dei pani azzimi; convoca tutta la comunità all’ingresso della tenda del convegno». Mosè fece come il Signore gli aveva ordinato e la comunità fu convocata all’ingresso della tenda del convegno. Mosè disse alla comunità: «Questo il Signore ha ordinato di fare».
Mosè fece accostare Aronne e i suoi figli e li lavò con acqua. Poi rivestì Aronne della tunica, lo cinse della cintura, gli pose addosso il manto, gli mise l’efode lo cinse con la cintura dell’efod, con la quale lo fissò. Gli mise anche il pettorale, e nel pettorale pose gli urìm e i tummìm. Poi gli mise in capo il turbante e sul davanti del turbante pose la lamina d’oro, il sacro diadema, come il Signore aveva ordinato a Mosè.
Poi Mosè prese l’olio dell’unzione, unse la Dimora e tutte le cose che vi si trovavano e così le consacrò. Fece con esso sette volte l’aspersione sull’altare, unse l’altare con tutti i suoi accessori, il bacino con il suo piedistallo, per consacrarli. Versò l’olio dell’unzione sul capo di Aronne e unse Aronne, per consacrarlo. Poi Mosè fece avvicinare i figli di Aronne, li vestì di tuniche, li cinse con le cinture e legò sul loro capo i turbanti, come il Signore aveva ordinato a Mosè.

Parola di Dio.

SALMO

Sal 94 (95), 1-5

Venite, acclamiamo al Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R.

Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti. R.

Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. R.

EPISTOLA

Eb 5, 7-10

Gesù, nuovo e unico sommo sacerdote.

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, nei giorni della sua vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Sal 109 (110), 4

Alleluia.
Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek».
Alleluia.

VANGELO

Lc 4, 16b-22b

Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione.

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Secondo il suo solito, di sabato, il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
a proclamare l’anno di grazia del Signore.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Cfr. Es 32, 12-13

Signore, cessi la tua ira;
sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
come giurasti su te stesso, o Dio.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Verso le tue creature, o Dio,
tu preferisci la misericordia allo sdegno;
vedi quanto siamo deboli e incerti
e fa’ prevalere sulla nostra povertà
la luce e la forza della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Ci vengono dalla tua generosità, o Padre,
i doni che ora ti offriamo;
accoglili con bontà
e trasformali nei tuoi santi misteri
perché sostengano la nostra quotidiana esistenza
e ci conducano alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
esaltarti sempre,
qui e in ogni luogo,
Dio onnipotente e santo.
Da te riceviamo l’esistenza,
la forza di agire e la grazia di vivere,
e così tu dimostri ogni giorno
il tuo amore di padre.
Già in questa fuggevole vita
ci assicuri e ci anticipi
il possesso della ricchezza eterna
e, donandoci le primizie dello Spirito
che ha risuscitato dai morti Cristo Signore,
ci serbi nella viva speranza
di partecipare alla gloria senza fine.
Gioiosi per questa certezza,
uniti al canto perenne degli angeli,
ti eleviamo l’inno di riconoscimento e di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Sal 9, 2b-3

Annunzierò, o Dio,
le tue gesta mirabili,
gioisco in te ed esulto,
canto inni al tuo nome, o Altissimo.

ALLA COMUNIONE

Scorre la vita
e i nostri giorni volgono alla fine.
Fin che c’è dato tempo
leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
Teniamo accese le lampade
perché il Giudice dell’universo
sta per giudicare tutte le genti.

DOPO LA COMUNIONE Abbiamo ricevuto, o Padre,
i doni del sacro mistero;
la celebrazione che il tuo Figlio
ci ha comandato di compiere in sua memoria
sia efficace soccorso alla nostra debolezza
e ci conservi nella comunione con lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.