Sabato della 6.a Settimana di Pasqua

SAN GIUSTINO, MARTIRE

Memoria

Nato nei primi anni del sec. II in Samaria da una famiglia pagana, Giustino fu attratto fin dalla giovinezza dagli studi filosofici.
Passò da una scuola all’altra, desideroso di verità, ma sempre continuamente deluso dalle diverse filosofie.
A circa trent’anni incontrò «la sola sapienza certa e fonte di salvezza».
E tanto lo entusiasmò la scoperta di Cristo, che si propose di annunziare a tutti la sublime follia della croce.
Dopo un soggiorno a Efeso, si stabilì a Roma, dove aprì una scuola e tenne pubbliche dispute.
Verso l’anno 150 compose le due Apologie, dedicate all’imperatore Antonino Pio e a Marco Aurelio, per esporre le ragioni dei cristiani perseguitati.
Denunziato da un filosofo rivale, Giustino fu condannato alla pena capitale con altri sei compagni.
La sua passione, narrata dagli atti autentici del martirio, avvenne al tempo di Marco Aurelio, probabilmente nell’anno 163.

ALL’INGRESSO
Cfr. Sal 118, 85. 46

I superbi mi hanno narrato cose vane,
ignorando la tua parola;
io invece proclamavo la tua legge
davanti al re senza arrossire. Alleluia.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, che hai donato al santo martire Giustino
una mirabile conoscenza di Cristo,
attraverso la sublime follia della croce,
allontana da noi le tenebre dell’errore
e confermaci nella professione della vera fede
in Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA
Ct 5, 9-14. 15c-d. 16c-d
L’amato mio è riconoscibile fra una miriade.

Lettura del Cantico dei Cantici.

Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro,
tu che sei bellissima tra le donne?
Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro,
perché così ci scongiuri?
L’amato mio è bianco e vermiglio,
riconoscibile fra una miriade.
Il suo capo è oro, oro puro,
i suoi riccioli sono grappoli di palma,
neri come il corvo.
I suoi occhi sono come colombe
su ruscelli d’acqua;
i suoi denti si bagnano nel latte,
si posano sui bordi.
Le sue guance sono come aiuole di balsamo
dove crescono piante aromatiche,
le sue labbra sono gigli
che stillano fluida mirra.
Le sue mani sono anelli d’oro,
incastonati di gemme di Tarsis.
Il suo ventre è tutto d’avorio,
tempestato di zaffiri.
Il suo aspetto è quello del Libano,
magnifico come i cedri.
Questo è l’amato mio, questo l’amico mio,
o figlie di Gerusalemme.

Parola di Dio.

SALMO
Sal 18 (19), 2-6

Della gloria di Dio risplende l’universo.

oppure:

Alleluia, alleluia, alleluia.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R.

Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale:
esulta come un prode che percorre la via. R.

EPISTOLA
1 Cor 15, 53-58
È necessario che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.

Fratelli, è necessario che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo sempre più nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Cfr. Gv 15, 1. 8

Alleluia.
Io sono la vite vera e voi i tralci, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO
Gv 15, 1-8

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.


 
DOPO IL VANGELO
At 20, 21-24

Professando la fede nel Signore nostro Gesù,
non ho timore;
né ritengo la mia vita più cara della mia salvezza
purché conduca a termine la mia corsa
e il servizio, che mi fu affidato,
di rendere testimonianza
al vangelo della grazia di Dio. Alleluia.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, che tra gli errori del suo tempo,
guidasti il martire san Giustino alla verità della tua conoscenza,
la sua intercessione ci ottenga di perseverare nell’integrità della fede
in mezzo alle tentazioni e alle menzogne del mondo.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre di infinita sapienza.
Nei primi tempi della tua Chiesa scegliesti il martire Giustino
perché coi suoi scritti esponesse ai giudei e ai pagani
i misteri delle profezie e la dottrina degli apostoli,
difendendo senza timore il vangelo di Cristo al cospetto dei prìncipi.
Egli compì fedelmente il suo ministero,
dopo averti reso testimonianza davanti a molti testimoni,
e tu gli donasti di versare il suo sangue
per ricevere la corona di gloria eterna
nella schiera luminosa dei martiri.
A lui e a tutte le creature beate del cielo
ci associamo a cantare, o Padre, le tue lodi,
elevando con gioia l’inno perenne:
Santo…

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il Signore Gesù, morendo sulla croce,
compì e superò nel suo sangue l’antica alleanza
e ci chiamò a condividere con lui
l’eredità della vita del cielo.
Per questo dono, o Padre,
nella pienezza della gioia pasquale
l’umanità esulta su tutta la terra
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta in coro l’inno della tua gloria:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE
1 Cor 2, 7

Parliamo di una sapienza divina,
che è rimasta nascostanel mistero
preordinato da Dio prima dei secoli
per la nostra gloria. Alleluia.

ALLA COMUNIONE
1 Cor 2, 2

Ritengo di non sapere altro in mezzo a voi,
se non Cristo, e Cristo crocifisso. Alleluia.

DOPO LA COMUNIONE

Concedi, o Dio, ai tuoi figli,
ristoràti dal Pane del cielo,
di essere fedeli alla tua verità
che san Giustino custodì fino alla morte e professò col suo sangue.
Per Cristo nostro Signore.