San Benedetto Abate – Patrono d’Europa – Festa

SAN BENEDETTO ABATE – PATRONO D’EUROPA

Festa

Benedetto nacque a Norcia da nobile famiglia verso l’anno 480 e compì a Roma i suoi studi.
Disgustato dalla vita dissipata di tanti giovani, decise di darsi completamente a Dio e si ritirò per tre anni, sotto la guida di un monaco pio e sperimentato, in una grotta nelle vicinanze di Subiaco.
Con un gruppo di discepoli, che erano accorsi attratti dalla fama della sua santità, si stabilì sull’acropoli di Cassino, dove fondò la celebre abbazia ed espresse nella «Regola» il suo ideale monastico di preghiera, di lavoro, di convivenza fraterna.
La forma benedettina di vita religiosa si propagò rapidamente, tanto che il suo iniziatore poté a giusto titolo essere detto il Patriarca del monachesimo occidentale. Benedetto morì il 21 marzo dell’anno 547.
Nel 1964 Paolo VI lo dichiarò patrono di tutta l’Europa.

ALL’INGRESSO

Cfr. Sal 23 (24), 5-6

Questo santo
ha ottenuto benedizione e misericordia
dal Dio che lo ha salvato;
è questa la generazione
che cerca il Signore.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio, che hai scelto san Benedetto abate
e lo hai costituito maestro
di coloro che dedicano la vita al tuo servizio,
concedi anche a noi
di nulla anteporre all’amore del Salvatore
e di correre con cuore libero e ardente
sulla via dei tuoi precetti.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Pr 2, 1.9

Figlio mio, se accoglierai le mie parole, troverai la conoscenza di Dio.

Lettura del libro dei Proverbi.

Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole
e custodirai in te i miei precetti,
tendendo il tuo orecchio alla sapienza,
inclinando il tuo cuore alla prudenza,
se appunto invocherai l’intelligenza
e rivolgerai la tua voce alla prudenza,
se la ricercherai come l’argento
e per averla scaverai come per i tesori,
allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la conoscenza di Dio,
perché il Signore dà la sapienza,
dalla sua bocca escono scienza e prudenza.
Egli riserva ai giusti il successo,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia
e proteggendo le vie dei suoi fedeli.
Allora comprenderai l’equità e la giustizia,
e la rettitudine con tutte le vie del bene.

Parola di Dio.

oppure

LETTURA AGIOGRAFICA

Vita di san Benedetto, abate

Benedetto nacque a Norcia da nobile famiglia verso l’anno 480, ma compì a Roma i suoi studi. Desiderando di darsi completamente a Dio, si ritirò in una grotta impervia nei dintorni di Subiaco, dove visse nascostamente per tre anni; solo il monaco Romano, che provvedeva al suo sostentamento, n’era a conoscenza.
In questo suo cammino ascetico, dovendo affrontare un giorno una violenta tentazione suscitata in lui dal demonio, Benedetto si rotolò fra le spine fino a quando, ormai lacero in tutto il corpo, la concupiscenza della carne fu soffocata in lui dal dolore.
Intanto la fama della sua santità si era sparsa e alcuni monaci vollero porsi sotto la sua guida. Non riuscendo peraltro a sopportare i suoi rimproveri, provocati dalla loro condotta disordinata, decisero di liberarsi di lui, avvelenandolo. Il segno della Croce, tracciato da Benedetto sulla coppa prima di bere, la mandò in frantumi.
La dolorosa esperienza spinse Benedetto stesso ad abbandonare il monastero e a tornare a vivere in solitudine. Ogni giorno, però, accorrevano a lui molti discepoli, cui diede sante regole di vita e raccolse in tredici comunità di dodici monaci ciascuna.
Passò poi a Cassino: qui evangelizzò e istruì nella fede cristiana gli abitanti del luogo, spezzò una statua di Apollo, che ancora si venerava, rovesciò l’altare dei sacrifici e incendiò i boschi sacri. Al loro posto costruì una chiesetta dedicata a san Martino e una cappella in onore di san Giovanni.
A Benedetto si deve la stesura della «Regola dei monaci», sublime esempio di discrezione, grandemente lodata da san Gregorio Magno: essa divenne la regola di tutti i monaci d’Occidente. Spinto dalla carità verso Dio e verso il prossimo, Benedetto giunse al termine del suo compito: colmo di letizia e pieno di meriti, già pregustando la beatitudine eterna, sei giorni prima della sua morte ordinò che fosse preparato il suo sepolcro. Assalito dalla febbre, cominciò a essere prostrato dall’arsura e, poiché di giorno in giorno la malattia si aggravava, il sesto giorno si fece trasportare dai discepoli nella chiesa, dove ricevette come viatico il Corpo e il Sangue del Signore.
Mentre i discepoli sostenevano il suo corpo ormai privo di forse, Benedetto alzò le mani al cielo ed esalò, pregando, l’ultimo respiro. Era il 21 marzo 547.
Nel 1964 papa Paolo VI, considerando la tradizione di fede, di cultura e di vita cristiana derivata dal magistero spirituale di Benedetto, lo ha proclamato patrono d’Europa.

Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.
Amen.

SALMO

Sal 33 (34), 13. 15. 8-10. 23

Venite, figli, ascoltatemi;
vi insegnerò il timore del Signore.

Chi è l’uomo che desidera la vita
e ama i giorni in cui vedere il bene?
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
cerca e persegui la pace. R.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R.

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia. R.

EPISTOLA

2 Tm 2, 1-7. 11-13

Chi presta servizio militare non si lascia prendere dalle faccende della vita comune.

Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.

Tu, figlio mio, attingi forza dalla grazia che è in Cristo Gesù: le cose che hai udito da me davanti a molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali a loro volta siano in grado di insegnare agli altri.
Come un buon soldato di Gesù Cristo, soffri insieme con me. Nessuno, quando presta servizio militare, si lascia prendere dalle faccende della vita comune, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. Anche l’atleta non riceve il premio se non ha lottato secondo le regole. Il contadino, che lavora duramente, dev’essere il primo a raccogliere i frutti della terra. Cerca di capire quello che dico, e il Signore ti aiuterà a comprendere ogni cosa.
Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Gv 15, 5

Alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

VANGELO

Gv 15, 1-8

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Sal 15 (16), 5-6

Il Signore è mia parte di eredità
e mio calice;
nelle tue mani, o Dio,
è la mia vita.
Per me la sorte è caduta
su luoghi meravigliosi,
magnifica è la mia eredità

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Dio onnipotente ed eterno,
che ci hai indicato
i sentieri dell’umiltà
con l’insegnamento di san Benedetto,
donaci di camminare con gioia
nella via dell’obbedienza a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Guarda benigno, o Padre,
le offerte che ti presentiamo
nella festa di san Benedetto abate;
fa’ che a suo esempio cerchiamo te solo
e meritiamo nel tuo santo servizio
il dono dell’unità e della pace.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta
renderti grazie, Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai donato a san Benedetto
tanta spirituale ricchezza
da renderlo padre di un’immensa schiera di figli
e da offrire alla Chiesa un’insigne testimonianza
di amore verso te e verso i fratelli.
Nella sua regola,
con discrezione limpida e saggia,
insegnò al popolo di Dio come tendere alla perfezione
seguendo il vangelo di Cristo.
Lieti del dono di così insigne maestro,
noi ti glorifichiamo uniti ai cori degli angeli
ed eleviamo adorando l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Cfr. Mt 19, 27-29

In verità vi dico:
«Voi che avete lasciato ogni cosa
e mi avete seguito,
riceverete cento volte tanto
e avrete in eredità la vita eterna».

ALLA COMUNIONE

1 Gv 4, 16. 7

Noi abbiamo creduto
all’amore che Dio ha per noi.
Chi sta nell’amore dimora in Dio,
e Dio dimora in lui.
Amiamoci gli uni gli altri,
perché l’amore è da Dio.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che in questo sacramento
ci hai dato il pegno della vita eterna,
fa’ che nello spirito di san Benedetto
compiamo fedelmente il servizio della tua lode
e amiamo i fratelli con carità sincera.
Per Cristo nostro Signore.