Venerdì della 4.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

SANTI NABORE E FELICE, MARTIRI

Memoria

Nàbore e Felice, di origine africana, vennero nelle nostre terre come soldati dell’esercito romano.
Probabilmente durante la persecuzione di Diocleziano, furono arrestati a Milano perché cristiani, insieme con san Vittore e, portati a Lodi, vennero decapitati in odio alla loro fede.
La memoria di questo glorioso martirio fu custodita dalla nostra Chiesa che in seguito curò il trionfale trasporto delle venerabili spoglie e la sepoltura in una piccola basilica cimiteriale della nostra città.
Sant’Ambrogio ne favorì il culto, esaltando in un suo inno il loro impavido amore per Cristo.

ALL’INGRESSO

Cfr. Ap 12, 11

Questi santi hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello,
hanno disprezzato la vita fino a subire la morte
e regnano con Cristo in eterno.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

O Dio forte ed eterno,
che nel cuore dei santi
accendi la fiamma della tua carità,
sull’esempio dei martiri Nàbore e Felice
donaci di tendere a quella passione d’amore
che arriva a sacrificare generosamente anche la vita.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 24, 10-22

Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Quando presterai qualsiasi cosa al tuo prossimo, non entrerai in casa sua per prendere il suo pegno. Te ne starai fuori e l’uomo a cui avrai fatto il prestito ti porterà fuori il pegno. Se quell’uomo è povero, non andrai a dormire con il suo pegno. Dovrai assolutamente restituirgli il pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo mantello e benedirti. Questo ti sarà contato come un atto di giustizia agli occhi del Signore, tuo Dio.
Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nella tua terra, nelle tue città. Gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e a quello aspira. Così egli non griderà contro di te al Signore e tu non sarai in peccato.
Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri. Ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato.
Non lederai il diritto dello straniero e dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova. Ricòrdati che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore, tuo Dio; perciò ti comando di fare questo.
Quando, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche mannello, non tornerai indietro a prenderlo. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornare a ripassare i rami. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non tornerai indietro a racimolare. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto; perciò ti comando di fare questo».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 18 (19), 8-13

La legge del Signore è perfetta.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti. R.

CANTO AL VANGELO

Cfr. Mt 21, 32a

Alleluia.
Venne a voi Giovanni e non gli avete creduto;
i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto,
dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO

Lc 7, 24b-35

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro.
A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile ai bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Voi siete l’ornamento della casa del Signore,
splendidi come l’oro,
perché avete consacrato a Dio con gioia
la vostra vita per sempre.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

Si allieti, o Dio, la tua Chiesa
per l’unica corona di gloria
che unisce fraternamente i martiri Nàbore e Felice;
la loro testimonianza accresca la nostra fede
e conforti la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Scenda la tua grazia, o Padre, sui nostri doni,
e l’offerta di questo sacrificio
ravvivi nei cuori il fuoco dell’amore per te
che consentì ai santi Nàbore e Felice
di superare con coraggio ogni tormento.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Cristo, tuo Figlio unigenito,
è l’Agnello vincitore che regna nell’alto dei cieli
e chiama i martiri a condividere il suo destino di gloria.
Corroboràti dal suo sangue,
Nàbore e Felice
hanno reso al mondo una splendida testimonianza di fede
e, dopo molti tormenti, hanno subito la morte.
Ora stanno, o Padre, davanti al tuo trono
nella candida schiera di coloro
che, avendo affrontato animosamente il martirio,
hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello.
Dal loro volto ora tu astergi ogni lacrima,
ora estingui la loro sete di te alle acque della vita
e doni ai tuoi servi di gloriarsi del nome di Cristo
nella luce della Gerusalemme eterna.
Alle loro voci uniamo con gioia le nostre
e con tutti gli angeli a te eleviamo la lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Lc 22, 28-30

«Voi mi siete rimasti vicini nell’ora della prova,
e io preparerò un regno per voi – dice il Signore –
perché possiate mangiare e bere
alla mensa del mio regno».

ALLA COMUNIONE

Questi santi, attraverso il martirio,
sono divenuti amici perfetti e fedeli di Cristo.
Rinunziamo alla vita mondana per seguire Cristo Signore
e non perdere la vita eterna a causa della gloria che passa.

DOPO LA COMUNIONE

Nutrìti del Pane del cielo
e lieti nel ricordo dei santi Nàbore e Felice,
ti eleviamo, o Padre, la nostra supplica:
confermaci nel tuo amore per sempre
e donaci di camminare nella giovinezza della vita rinnovata.
Per Cristo nostro Signore.