Venerdì della 5.a settimana dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

Festa

Francesco nacque ad Assisi nel 1182.
Figlio di un agiato mercante, nella giovinezza esercitò l’arte del padre, visse nella spensieratezza e ricercò la gloria delle imprese militari.
Ma, toccato dalla grazia, decise di vivere con perfetto rigore secondo il vangelo.
Rinunciando ai beni paterni, praticò la povertà più assoluta, esortando gli uomini alla sequela di Cristo, alla fraternità, alla concordia.
Arse d’amore per Gesù crocifisso e volle servire la Chiesa, sua sposa, con umile devozione.
Con dodici compagni diede inizio all’ordine dei Frati Minori, che poi fu approvato dai papi Innocenzo III e Onorio III.
L’ardore apostolico lo spinse fino in Oriente alla corte del sultano.
Tornato in Italia, si ritirò in solitudine sul monte della Verna, dove ricevette le stimmate, ultimo suggello alla sua conformità col Salvatore.
Nel Cantico delle creature espresse il suo animo di poeta e di innamorato di Dio.
Morì presso Assisi la sera del 3 ottobre 1226.
Canonizzato nel 1228 da papa Gregorio IX, nel 1939 fu da Pio XII proclamato patrono d’Italia.

ALL’INGRESSO
Francesco, uomo di Dio, lasciò la sua casa e la sua eredità;
si fece piccolo e povero, e il Signore lo prese al suo servizio.

LETTURA Sof 2, 3a-d; 3, 12-13a. 16a-b. 17a-b. 20a-c
Lettura del profeta Sofonia

Così dice il Signore Dio: «Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini, cercate la giustizia, cercate l’umiltà. Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero. Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, Sion, il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore». In quel tempo io vi guiderò, in quel tempo vi radunerò e vi darò fama e lode fra tutti i popoli della terra». 

SALMO Sal 56 (57)

A te, Signore, la lode, la gloria e l’onore.

Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà. R

Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svégliati, mio cuore, svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora. R

Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà. R

EPISTOLA Gal 6, 14-18
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio. D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen. 

VANGELO Mt 11, 25-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». 

DOPO IL VANGELO
Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli.
Beati i miti perché erediteranno la terra.

ALLO SPEZZARE DEL PANE
Per me non ci sia altra gloria,
che nella croce del Signore Gesù Cristo:
io porto le sue stigmate nel mio corpo.

ALLA COMUNIONE
In verità vi dico: «Voi che avete lasciato ogni cosa
emi avete seguito, riceverete cento volte tanto
e avrete in eredità la vita eterna».