Venerdì della 5.a settimana dopo Pentecoste – Anno Dispari

VENERDI DELLA V SETTIMANA DOPO PENTECOSTE

ALL’INGRESSO

Cfr. Is 37, 17a. 20

Porgi l’orecchio, Signore, e ascolta:
salvaci tu, Dio nostro,
perché tutti conoscano che tu sei il solo Dio.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA

Guida, o Dio, il cammino della tua Chiesa
secondo il disegno del tuo ineffabile amore;
tu, che l’hai contemplata e amata prima della creazione del mondo
nel segreto della tua eterna vita,
serbala nella ricchezza di grazia
fino al compimento nella gloria delle tue divine promesse.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

LETTURA

Dt 32, 45-52

La fine di Mosè.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Quando Mosè ebbe finito di pronunciare tutte queste parole davanti a tutto Israele, disse loro: «Ponete nella vostra mente tutte le parole che io oggi uso come testimonianza contro di voi. Le prescriverete ai vostri figli, perché cerchino di eseguire tutte le parole di questa legge. Essa infatti non è una parola senza valore per voi; anzi è la vostra vita. Per questa parola passerete lunghi giorni nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano».
In quello stesso giorno il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm, sul monte Nebo, che è nella terra di Moab, di fronte a Gerico, e contempla la terra di Canaan, che io do in possesso agli Israeliti. Muori sul monte sul quale stai per salire e riunisciti ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati, perché siete stati infedeli verso di me in mezzo agli Israeliti alle acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin, e non avete manifestato la mia santità in mezzo agli Israeliti. Tu vedrai la terra davanti a te, ma là, nella terra che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai!».

Parola di Dio.

SALMO

Sal 134 (135), 13. 5-6. 8-12

Signore, il tuo ricordo resterà per ogni generazione.

Sì, riconosco che il Signore è grande,
il Signore nostro più di tutti gli dèi.
Tutto ciò che vuole il Signore
lo compie in cielo e sulla terra,
nei mari e in tutti gli abissi. R.

Egli colpì i primogeniti d’Egitto,
dagli uomini fino al bestiame.
Mandò segni e prodigi in mezzo a te, Egitto,
contro il faraone e tutti i suoi ministri. R.

Colpì numerose nazioni e uccise sovrani potenti:
Sicon, re degli Amorrei, Og, re di Basan,
e tutti i regni di Canaan.
Diede in eredità la loro terra,
in eredità a Israele suo popolo. R.

EPISTOLA

CANTO AL VANGELO

Cfr. Lc 4, 41

Alleluia.
Da molti uscivano demòni, gridando:
«Tu sei il Figlio di Dio!».
Alleluia.

VANGELO

Lc 8, 26-33

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli approdarono nel paese dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Era appena sceso a terra, quando dalla città gli venne incontro un uomo posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma in mezzo alle tombe. Quando vide Gesù, gli si gettò ai piedi urlando, e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!». Gesù aveva ordinato allo spirito impuro di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo tenevano chiuso, legato con catene e con i ceppi ai piedi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni lo scongiurarono che concedesse loro di entrare nei porci. Glielo permise. I demòni, usciti dall’uomo, entrarono nei porci e la mandria si precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò.

Parola del Signore.

DOPO IL VANGELO

Ger 29, 10. 13. 14

«Mi troverete – dice il Signore –
se mi cercherete con tutto il cuore.
E vi ricondurrò liberi da tutti i luoghi
dove siete schiavi e dispersi».

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
oltre ogni desiderio e ogni merito,
effondi su noi la tua misericordia:
perdona le colpe che la coscienza rimprovera
e concedi, nella tua bontà senza limiti,
anche ciò che non osiamo sperare.
Per Cristo nostro Signore.

SUI DONI

Ti sia gradita, o Padre misericordioso,
l’offerta che esprime il nostro religioso servizio,
e fa’ che accresca il nostro amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre,
qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il Signore Gesù da tutte le genti trasse un’unica Chiesa
e a lei misticamente si unì con amore sponsale.
Questo mistero mirabile,
raffigurato nel sacramento del corpo di Cristo,
in questa celebrazione efficacemente si avvera.
Con tutta la schiera degli angeli e dei santi,
noi cantiamo a te, Padre,
per questo prodigio di grazia
ed eleviamo gioiosi l’inno di lode:
Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE

Mt 28, 20

«Ecco: io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo»
– dice il Signore –.

ALLA COMUNIONE

Cfr. Gv 17, 20-21

«Padre, prego per loro:
siano una cosa sola
perché il mondo creda
che mi hai mandato»
– dice il Signore –.

DOPO LA COMUNIONE

Questo mistero divino,
cui abbiamo partecipato,
ci doni la sobria ebbrezza dello Spirito,
sazi la nostra fame di te,
o Dio eterno e vero,
e ci renda sempre più conformi a Cristo Signore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.