Giovedì – 2.a Avvento

Meditazione sul Vangelo di Mt 11,11-15

Più grande di Giovanni.

 Sorprendono le parole di Gesù che indicano Giovanni Battista come il più grande tra i nati di donna, mentre  nello stesso tempo dichiarano che il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Giovanni appartiene al chiaroscuro della preparazione, mentre i piccoli del Vangelo vedono già la luce del Regno di Dio. Quell’abbondanza di vita e di prosperità che nel profeta Isaia viene solo promessa, in Gesù e nella realizzazione del suo Regno trova chiara luce e pieno compimento.

La distanza fra l’attesa e il compimento, fra la domanda e la risposta, tra l’uomo che cerca e Dio che viene incontro: questo segna la differenza tra il Battista e chi incontra Gesù. È la distanza tra l’anelito dell’uomo che cerca e la pace dell’uomo che ha trovato, anzi, è stato trovato da Cristo. Il cuore dell’uomo è attesa. «Siamo fatti per te ed il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te», ci ripete sant’Agostino. Tutte le religioni inventate dall’uomo sono espressioni diverse del grande cantiere della storia, dove gli uomini costruiscono ponti per cercare di raggiungere con le proprie forze l’eterno e l’assoluto. Ma ad un certo momento si fa avanti un uomo che dice: “Fermatevi: il vostro sforzo è nobile, la vostra ricerca interessante e audace. Sono io colui che voi cercate”. Quest’immagine, suggerita da don Giussani, esprime la differenza tra il senso religioso, che è anelito e ricerca, e la fede cristiana, che è la risposta realizzata in Gesù. Il senso religioso è connaturale all’uomo: esprime il bisogno di infinito e la dipendenza dall’assoluto, inestirpabili dal cuore dell’uomo. Ne è segno anche tutta la ricerca affannosa e incerta di felicità che può condurre l’uomo fino all’abisso della disperazione, o magari fino a intravedere la risposta che può giungere nel mare della vita per mezzo della barca di un Dio, come già aveva intuito il grande filosofo Platone. Anche Leopardi arriva a immaginare – e forse a sperare – che la donna amata rappresenti la raffigurazione terrestre “dell’eterne idee”. Giovanni Battista, giunto alla soglia del compimento, aveva visto l’aurora che precede il sole, ne aveva colto il primo raggio e l’aveva indicato agli uomini. Ma sono i poveri e i peccatori che, amati e perdonati, seduti a mensa con Cristo hanno visto il deserto trasformato in lago d’acqua, la terra arida attraversata da torrenti, e si sono deliziati per la presenza dell’Amato.